Le camelie dell’addio

camelia-rosa

Avrei preferito non vedere

fiorite le camelie per quest’anno,

così immodeste fra le foglie scure,

l’inverno intero speso a prepararsi

per questo evento della primavera.

Io non volevo poterle ricordare,

sicura com’ero di dover andare

ed ecco qui l’inverecondo spreco

di vita, di colore, di velluto opaco,

lussuria della sfida al cuor bizzoco.

Volevo lasciar qui i ricordi belli,

che fossero sfumati poco a poco

e fiori marcescenti a terra sparsi,

a piangere con me le vie del fato.

Giardino d’inverno

bosco-nudo

Anche oggi la solitudine

m’affama d’amore

e tanto più il silenzio

scava solchi nel mio cuore

quanto più il frigido inverno

tacita e spoglia le aiuole,

non più trilli né rose odorose,

ma caduta di foglie,

di speranze, di voglie,

così che il sogno di andare

diventa mendace chimera,

resterò qui, aspettando la sera…

(Non so mai se pregare

che non cambi più niente

o che qualcosa si muova.)

L’orologio fa tic tac

L'ingranaggio d... e tramonto

Vorrei che fosse fermo

questo orologio vecchio,

indietro, da buttare,

fermo ad un momento,

deformi le lancette

a catturare il tempo

e il primo bacio eterno,

ma lui continua a andare,

e intrappola i capelli

ai suoi dannati denti

per farmi camminare

e suona le mie ore…

Fugge il pensiero, almeno,

si tuffa dentro il mare

dove tramonta il sole,

lo vuole ripescare

e guadagnare un giorno,

dall’ovest del tramonto

all’est di un sogno spento

e farlo ritornare.

Volver (indietro negli anni con due amici oggi a Cala de’ Medici)

dessert

Questo ristorante si chiama “Volver”

e si apre, non a caso, sul mare

e le sue mille vele di libertà.

Andare è anche tornare,

il segreto del tempo e del viaggio,

che mai tornano indietro, davvero,

perché niente è mai simile a adesso.

Gusto il sorbetto, cristallino

di ghiaccio, di fragola intenso

con crema di lime e i sogni infantili

di un croccante biscotto

e, per l’anima assorta,

la trasparenza del vero nel vetro.