Una telefonata

il-vaso-dei-fantasmi

Non ho da scrivere

se non di sogni brutti

dove la luce non entrava.

Anzi, c’era tempesta,

e il giorno in notte

repente trasmigrava.

Poi, all’alba, per fortuna,

la tua telefonata,

come una bastonata

a fare in cocci i vasi

disperati e occlusi

dei miei foschi pensieri

e tutti quei fantasmi,

chi dannato, chi beato,

ma da tempo rinchiusi,

dileguarsi su in cielo.

Il tanto e il poco

terrazzi

Guardando un po’ in giro…

Ci sono giardini stupendi

e gente scontenta di averli,

così sono sempre deserti

e ci sono terrazzi piccini

con tanti  vasi di fiori

così da sembrare giardini.

Stipati fra porta e ringhiera,

un tavolo, due seggiolini

e senti le voci, passando

e pensi alla cena, all’amore,

ai baci, al fresco di sera.