I tiepidi giardini della mente

By | Poesia | 8 Comments

I giardini della mente.jpg

Più non ti parlerò, mio caro,

di quello che già sai

e che non si può cambiare,

ormai: Una stesa di carte

col matto e l’impiccato

e poi ci fu il bagatto

e tu che mi guardavi,

come da sempre fai.

Dei tiepidi giardini della mente

però ti voglio dire. Ai confini

di sogni e di speranze,

perciò quasi infiniti,

si stendono nei luoghi

del cuore e tu sai dove.

Proprio davanti a casa,

ma pensa che fortuna,

ci scorre un gran canale

con le pareti scure

profondo, d’acqua pura

che viene da nord est,

da dove è nato il nonno.

Oh come è grato agli occhi

per le sue fontanelle

e il guizzo delle carpe

che balzano felici

al suono immaginato

di musiche di Wagner!

E poi c’è il lungo viale

bordato dalle ortensie,

rosate, bianche e azzurre

che un giorno ho ereditato

assieme a tutto il resto

e va così lontano

che non avrò nemmeno

il tempo per seguirlo

là dove sta finendo,

forse sarà una piazza,

con un bel  pozzo in centro,

o un bornello grigio,

coi mestoli per bere…

E poi ci porta un ponte

all’erta collinare,

ai campi d’erbe incolte

a tratti colorati

dai piselli odorosi ,

così profumati e dolci

e buoni da annusare.

E poi ci sono i vasi,

disseminati ovunque,

e spesso troppo all’ombra

che devo sistemare

e quel castagno, a destra,

che cela il suo tesoro

di funghi mangerecci,

quelli di babbo Giorgio,

porcini e gallinacci.

C’è sempre un gran bel sole,

ma mite, campagnolo,

filtrato dalle fronde,

nel calmo meriggiare.

Tutto è così perfetto,

nella sua imperfezione,

a volte ridondante,

che mi trafigge dentro,

e fa colare il sangue

asprigno e così sincero

del ribes rosso o nero,

ai lati della mia bocca

e della tua che ascolti,

o mio paziente amore…

Clicca se vuoi vedere le carpe!

 

 

 

 

Una telefonata

By | Poesia | No Comments

il-vaso-dei-fantasmi

Non ho da scrivere

se non di sogni brutti

dove la luce non entrava.

Anzi, c’era tempesta,

e il giorno in notte

repente trasmigrava.

Poi, all’alba, per fortuna,

la tua telefonata,

come una bastonata

a fare in cocci i vasi

disperati e occlusi

dei miei foschi pensieri

e tutti quei fantasmi,

chi dannato, chi beato,

ma da tempo rinchiusi,

dileguarsi su in cielo.

Il tanto e il poco

By | Poesia | 5 Comments

terrazzi

Guardando un po’ in giro…

Ci sono giardini stupendi

e gente scontenta di averli,

così sono sempre deserti

e ci sono terrazzi piccini

con tanti  vasi di fiori

così da sembrare giardini.

Stipati fra porta e ringhiera,

un tavolo, due seggiolini

e senti le voci, passando

e pensi alla cena, all’amore,

ai baci, al fresco di sera.