Skip to main content

Pasquetta

By Poesia 6 Comments

Si consuma della città

l’anima spenta.

In un calmo deserto

di scopi e d’intenzioni

rimangono i palazzi

con i visceri colmi

di fatica di ogni giorno

di rabbia, frustrazioni

e delusioni, il lavoro

dell’uomo, le sue grida.

Sono chiusi anche i bar,

così non berrai, oggi,

raro viandante,

né acqua, né caffè, né vino,

né l’aperitivo a pochi euro

che qui calma il dolore

l’appetito e la voglia

mondana di apparire.

Dove saranno, tutti?

Forse al mare, forse in gita,

a consumare in un giorno

le speranze. Per riprendere,

domani, ad appassire

trasfondendo la vita,

nelle vene sfiancate

di queste grigie strade.

Alpeggio.Il ritorno

By Poesia One Comment

Donna curva davanti al camino

Sono sfatte le balle di fieno

-e satollo riposa il bovino-

siede stanco il pastor settembrino,

tutto il latte già bolle nei rame

e tu china sul fuoco serale

mostri il fianco voglioso d’amore

al tuo uomo che ha fame di te.

Quando un uomo muore

By Prosa No Comments

tunnel

 Ebbe la nuova percezione di una luce bianca, dall’intensità vibrante.

“J’etais morte sans surprise et la terrible aurore / M’enveloppait…” riuscì a pensare. Baudelaire aveva previsto anche questo.

“Eh quoi! N’est ce donc que cela?” Però c’era, in più, il dolore tremendo.

E poi? Sarebbe stata la volta del sipario? No, non ancora, anzi mai. L’uomo non avrebbe visto che cosa c’era, dietro alle quinte. Questo succede solo nei racconti deliranti dei sopravvissuti.

L’uomo morì, come tutti, appena un attimo prima che si alzasse il sipario o prima che si spegnesse il misterioso interruttore del nulla.

Non sentì “clic!” come si era sempre immaginato, non ebbe la percezione del buio dopo la luce bianca, né vide apparire la Verità che gli si offriva sdraiata, per saziare le sue brame di conoscenza e di immortalità, bella con suo sorriso leonardesco, la nudità svelata dal lento dischiudersi delle spesse cortine di velluto rosso…