Ali di paura

ali-di-paura

Così per tutto il giorno

nascondemmo parole

con farfalle jacquard

e poi, verso sera,

musicando col plettro

paraventi di liriche soul

su chitarre roventi

di rosso tramonto

(lo steccato sul fondo

friniva di giallo

e pioveva pioveva)

ci levammo quel basco

che copriva i pensieri

e vedemmo apparire

sotto i piedi calzati,

che ballavano in viola

pavimenti crollati,

maledette, abissali

profezie e déjà vu.

Guardando l’Aristide Bruant di Toulouse Lautrec

Richard

 

Tracciati in nero i tratti  acuti del disegno

un progetto di uomo, un ghigno nel vento,

il pesante cappotto, il cappello, la sciarpa

il suo nome stampato a chiarirne il destino

e l’arte o il mestiere per gridarne la fama.

Non è molto, ma basta per inchiodare un’anima

su uno steccato giallo che scherma la notte.

O come vorrei possederti io

così profondamente fino a farti un ritratto,

non in virtù dell’arte, ma solo per amore!