L’ora delle rondini

l'ora della rondine

Da qualche mattina

conto le rondini,

un calcolo semplice

per saperlo fra i primi:

Sì, stanno migrando,

finisce l’estate.

Quando le guardo

tuffarsi nel cielo,

a ogni alba più grigio,

e ferirlo di frecce

di ali e di gridi,

io non so mai

se quello che vedo

sarà l’ultimo volo

per me o per loro.

L’acqua della vita

acqua della vita

Strano avere il cuore chiuso

a primavera e oppresso

come se non ci fosse più

colore. Invece tutto appare

pronto. Nelle schiarite in cielo

stride un viavai di rondini,

da qualche giorno almeno,

anche il mio corpo è sveglio

o ha smesso  infine di tremare.

Eppure non mi adorna quel riflesso,

il tremulo chiarore della pace,

e la  mia voce gracida nel vento

patetiche mimesi dell’amore,

vorrei ardere di trepide parole,

ma  riesco appena ad essere

CORDIALE. E la mia fonte, sai,

così segreta, che abbeverava

te soltanto e la tua anima

assetata, io credo sia del tutto

inaridita e non esista più per noi

la chiara risorgiva aurata,

che il  sole all’alba incoronava,

dell’acqua prodigiosa della vita.