Panorama

Aquila

Un piccolo scorcio,

un punto di vista,

lo sai, quando una strada

si arrampica lungo un crinale

e poi dopo una curva ti fermi

e ti pare di poter vedere da lì

tutto il resto del mondo?

E c’è vento e c’è il sole

e se solo ti sporgessi

sai che potresti volare

però un poco hai paura,

anche di guardare?

Teso intanto è il giro

di un’aquila sulla tua testa

l’ala quasi ti sfiora,

così vicina alla vetta

e sai che è una mattina

perfetta e che niente

di così grande e potente

potrà mai ritornare,

riesci a immaginare?

Ecco, così è stato quel giorno

pazza incosciente

profeticamente

ho iniziato il futuro

senza sapere niente…

 

 

 

Ieri il tramonto

tramonto-doppio

Ieri il tramonto

versava zaffiri sull’acqua

e lava lucente

sulla cresta dell’onda,

tanto bello, sapessi,

che si restava a guardare,

non io sola, ma tanti,

compagni casuali

in uno stordimento

da fumeria d’oppio,

e ti sentivi lento,

ma contento

e avevi voglia di cantare,

come se il sangue

ti si fosse sciolto

nel rumore del mare,

ecco che cos’era

quel roseo schiumare,

un anemico sdilinquimento

senza dolore, un dolce morire,

e non sapere, mio caro,

se saprai ritornare…

 

 

 

Ballatetta per il mio paese

guido-in-cornice

Perch’i’ no spero di sfuggir giammai

ballatetta, a Toscana,

soddisfa la mia brama:

canta nei versi almeno

di quel bel luogo ameno

che mi nutriv’il core.

Tu canterai singulti di ruscelli

vividi guizzi e gracidii di rane,

e trilli mattinali degl’uccelli

passi leggeri, tocchi di campane

e scampanii di mandrie più lontane.

Ché tu non giunga odiosa

giova codesta chiosa:

giammai mi fu sgradito,

sul tosco mar, il sito

dell’esuli mie ore.

Io spero, ballatetta, che la sorte

non computi la vita che mi tocca

dagli anni già vissuti, né alla morte

mi consegni anzitempo, né alla bocca

cavi ‘l respir e al cor la speme sciocca

di tornare sui prati

un tempo calpestati

nei giochi di fanciulla

che danza e si trastulla

ignara del dolore.

Deh, ballatetta mia, a la tua pietade

affido il sogno mio di ritornare,

viva, io spero, o di fuggir dall’Ade

e al mio paese con l’anima restare,

teco eterni versi ‘n laud’  intonare.

Quando tu, Iride alata,

infin colà arrivata,

la permission chiederai,

grato asil’ otterrai,

umil pegno d’onore.

Tu, voce de’ miei versi deboletta

sfuggita al mio nostalgico rimpianto

parla di me, mia fida ballatetta,

fa che si’ amata e possa menar vanto

colei che luce diè all’ameno canto,

un’umile pastora

che a sera la dimora

dopo travaglio e duolo,

cammino su erto suolo

accoglie con amore.

 

 

Capodanno ad Albany

cimitero-di-albany

Quassù ad Albany

il rumore della neve

non è cambiato,

or è cent’anni.

Ascolta, amore,

volessi ritornare,

mi trovi al cimitero

ad aspettare.

L’immagine, Albany Rural Cemetery (Menands) è una foto tratta da Trip Advisor, da me reinterpretata digitalmente  in chiave invernale. 

Ti porto le mani (la poesia della scimmia che gioca con la tastiera)

la-casa-rossa

Grazie per il parcheggio

sotterraneo nel tuo cuore

ah, dovresti saperlo

che sempre più spesso

nemmeno io mi fido,

mi fido di me stesso…

Ma se è la mia storia

che tanto ti piace,

così fantastica

nella tua testa,

devi saperlo,

ragazza incantata,

che è solo un sogno

nella tua testa.

Nella tua casa

divento reale,

è questa l’isola

nella mia testa,

meglio dei mari

che ti racconto

e tu sei e felice

e ti abbandoni,

io sono un sogno

nella tua testa…

A casa tua io ci vengo

e ti porto le mani

per donarti carezze,

per rubarti le labbra

per prometterti cose

e baciarti le orecchie,

perché tu mi creda

e quando mi pare

poter ritornare.

 

L’orologio fa tic tac

L'ingranaggio d... e tramonto

Vorrei che fosse fermo

questo orologio vecchio,

indietro, da buttare,

fermo ad un momento,

deformi le lancette

a catturare il tempo

e il primo bacio eterno,

ma lui continua a andare,

e intrappola i capelli

ai suoi dannati denti

per farmi camminare

e suona le mie ore…

Fugge il pensiero, almeno,

si tuffa dentro il mare

dove tramonta il sole,

lo vuole ripescare

e guadagnare un giorno,

dall’ovest del tramonto

all’est di un sogno spento

e farlo ritornare.