Sere azzurre

sere azzurre a Adelboden

Quanto alla felicità,

sembra più grande

quando è un ricordo

e quanto più è lontano,

come le sere azzurrre

a Adelboden,

tiepido il clima,

il fuoco, il vino rosso

e il discreto sbuffo

di un sigaro toscano,

la dolce nebbia

a accarezzare il monte

con dita bianche

di una lunga mano…

…Pensarci adesso,

parevano perfette,

peccato che la gioia

che allora provavamo,

tale la brevità

del tempo a noi concesso,

nasceva sorridendo

poi si svenava piano,

il riso misto al pianto,

nel tenero rimpianto.

la bella del re di Napoli

la-bella-del-re-di-napoli

Non so cosa sia successo

ma è stata la tua voce,

o il ricordo di te,

la foto di una piccola te,

come sei nell’anima,

catturata dal diaframma

delle tue iridi striate

viola meraviglia,

rivolte all’interno

verso, pum, pum, il cuore,

e mi sento il re di Napoli.

Un pochino più tardi,

forse la mattina dopo

esser diventato uomo,

per quanto cresciuto

sarà il coraggio da leone,

ti darò un bacio,

ti farò innamorare,

mia Lucrezia, perché io di te

sono già innamorato!

Faretti in corridoio

faretto-rosso

Mi costruirò tramonti in casa,

scenari di deserto

e verdi acquari trasparenti

con i faretti e qualche clic

e, naturalmente,

un programmatore intelligente.

Basterà questo a placare

la mia voglia di viaggiare,

a far tornare nella mente

il respiro sanguigno

del vento del mar Rosso

e la sagoma del Sinai

e il suo fuoco che la notte

si ingoiava in un sol morso ghiotto?

Clic. E spegnerò il ricordo

col telecomando, abbuiando

il corridoio e la mia mente.

Come mi compenserà il soffitto

per aver perduto il giorno?

Chi mi ridarà le stelle?

R.I.P. Morte di un’amicizia

cimitero

Lasciami giù

se non ti importa.

Non telefonarmi,

non dirmi “come va?”

solo a Natale.

No sai niente di me

non sai se il cuore

mi fa male.

Non mandarmi messaggi

di inutili parole

non sai se sono viva fuori

e dentro tutto muore.

Lasciami per sempre, dai,

lungo le vie del tempo

sola andare.

Essere un ricordo, sai,

non è poi così male.