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Viaggio d’inverno al mare

By Poesia No Comments

Ossa vessate,

povera calcina in disamore.

Fondi di bicchiere vuoto

come verde, scuro mare

e tuffarmi ad occhi chiusi

dentro il freddo disperato

del ricordo di un amore,

correndo intanto, grigio,

come una strada provinciale,

il nonsenso dell’andare,

mentre tutto, al gusto,

pare amaro e sa di sale.

 

Andiamo a Salò

By Poesia One Comment

Come si è denudato

l’amore,

con un colore di mummia,

l’estrema magrezza

e un piccolo fiore smarrito

a nascondere il sesso intirizzito!

Ed ogni suo passa sa di cantina…

Proviamo a scappare a Salò,

a rifarci i turbinati,

o in qualche altro posto

a rimpolpare le ossa

di questo sbiadito ricordo

catacombale.

 

Dimessa

By Poesia 2 Comments

Voglio orientarmi meglio

fra i miei perduti giorni,

un labirinto di Cnosso

polveroso,

Io, prigioniera della prigione,

Dedalo in trappola inventore,

e Minotauro disperato

ad abitare insieme.

Ma come ho fatto

a crearmi giorni così bui?

E, ingenua creatura,

non me ne accorgevo!

Credevo di dominarli

e raccontarli un giorno,

(a chi, poi, raccontarli?)

questi budelli secchi

di budello animale

in cui sto strisciando

come un boa

da se stesso ingoiato.

Arianna, evadimi

con un filo di vita,

più che altro rosata,

fatta solo di fumo,

o di sogno, o ricordo

di esserci stata,

avere fatto, gustato.

Per scappare è già tardi?

E io sono una larva?

 

Bella per sempre (mottetto)

By Poesia 2 Comments

Così, nell’acqua di un fosso

si dissolve un papavero rosso,

un amore nato per gioco

che nel sogno ritorna per poco

e risplende di stelle e d’aurora

quando il cielo già trascolora.

Fra le ciglia frementi una donna

cela ancora il ricordo e sospira

al risveglio, per sempre, da allora,

rotolando sul volto senile,

come perle, lacrime pure.

 

 

Conversazione nello studio rosso come un cuore

By Poesia 8 Comments

Volano le mani

planano sule rosse ombre

dello studio, pareti rosse,

luci rosse, installazione.

Si inseguono, coi gesti

descrivono un sogno,

stridule come rondini

rivivendo il passato,

uno squarcio, un ricordo.

Fuori, intanto, il tramonto

livido grigio si avvolge

nel suo manto mesto

rabbrividendo.

 

 

A un giovane

By Poesia No Comments

Quando passi dalle mie parti,

porta una cesta come il giovane Bacco,

mele, fichi, uva e melagrana,

orna i capelli con la tua giovinezza

intreccia ai pampini raggi di sole,

inebria le gote di un dolce rossore

e reca il vino per scaldarmi le ossa.

Per me è già dicembre, caro ragazzo,

la fine dell’anno bussa alla porta,

per te, le tue risa e i tuoi neri capelli

è piena estate e il luglio promette

l’amore e le messi e mazzi di fiori.

Portami in dono quella canestra,

così che mi giunga un’eco di gioia,

spartisci con me il tuo calice ebbro

che già nella mano incerto ti trema

così che io trovi nel limo del fondo

almeno il ricordo della mia gran bellezza.

 

Hiberna

By Poesia 13 Comments

Tramonto invernale sul lago

Poi finirà l’inverno

(questa nebbia sul lago

questi giorni distanti

le parole non dette

i ricami di ghiaccio

il silenzio di notte

tu che troppo mi manchi

il rigore dei monti

il ricordo del mare)

e potrò ritornare.

Ancora

By Poesia 6 Comments

tomba

Come è di una lapide antica

ricoperta di foglie d’oblio

in un doloroso abbandono

se ne cadde il ricordo di noi…

Dove sei cosa fai dove vai ?

Oggi un sogno mi parla di te

ed il vento mi urla il tuo nome

con chi stai tornerai mi amerai?

Sere azzurre

By Poesia 11 Comments

sere azzurre a Adelboden

Quanto alla felicità,

sembra più grande

quando è un ricordo

e quanto più è lontano,

come le sere azzurrre

a Adelboden,

tiepido il clima,

il fuoco, il vino rosso

e il discreto sbuffo

di un sigaro toscano,

la dolce nebbia

a accarezzare il monte

con dita bianche

di una lunga mano…

…Pensarci adesso,

parevano perfette,

peccato che la gioia

che allora provavamo,

tale la brevità

del tempo a noi concesso,

nasceva sorridendo

poi si svenava piano,

il riso misto al pianto,

nel tenero rimpianto.

la bella del re di Napoli

By Poesia 5 Comments

la-bella-del-re-di-napoli

Non so cosa sia successo

ma è stata la tua voce,

o il ricordo di te,

la foto di una piccola te,

come sei nell’anima,

catturata dal diaframma

delle tue iridi striate

viola meraviglia,

rivolte all’interno

verso, pum, pum, il cuore,

e mi sento il re di Napoli.

Un pochino più tardi,

forse la mattina dopo

esser diventato uomo,

per quanto cresciuto

sarà il coraggio da leone,

ti darò un bacio,

ti farò innamorare,

mia Lucrezia, perché io di te

sono già innamorato!