Sala d’aspetto… e spero

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L'attesa

Che cosa devo fare adesso?

Almeno ci fosse un giornale…

Pavimento di graniglia

da guardare, questi jeans

che hanno molti inverni

addosso e molti lavaggi,

ma mi sono fedeli,

nemmeno uno strappo,

non segni evidenti

di consumazione.

Ce la faranno,

anche quest’anno,

cosa assai buona, a fronte

della mancanza perenne

di beni e quattrini.

E poi i miei mocassini.

rossi, carichi di gloria,

polvere e cammini.

Hanno solo tre anni,

non molti se fossero

bambini. Morbidi e forti,

fanno i piedi felici, anche

in caso di pioggia,

ma non  sanno calmare

quel loro scuotersi sempre,

anche adesso, e la voglia

di andare. Io da qua

altro non vedo, ah la gialla

parete, se guardo più avanti,

ma non è un cambiamento,

almeno non quello più grande

che stavo aspettando…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sommario

Il rinculo

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farfalla amputata

Un tempo mi si aprivano le ali

se solo pensavo di volare,

la polvere a colori di farfalla

mi si attaccava al dorso

e mi vestiva di splendore,

leggera, colorata, avventurosa,

impermeabile del tutto alla paura.

Ora mi avventuro per la strada

pesante come d’afa e di dolore,

la voglia di partire dentro al petto

e goffi tentativi di fuggire:

Un salto, una rincorsa, un balzo breve

e poi quel tonfo forte di rinculo

dai miei talloni fino in fondo al cuore.

La vecchia cavalla

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La cavalla stanca

Ecco che cosa sono,

adesso te l’ho detto:

una cavalla stanca

di tirare il carretto,

e poi non so nemmeno

che cosa ci sia dentro,

ma so che pesa tanto.

Sono una bestia adatta,

col fianco largo e grosso,

ho fatto solo questo,

sempre coi paraocchi,

siccome son balzana

a volte trotterello,

ma mi è venuta a noia

la polvere di strada,

con quel colore giallo,

e andare avanti un poco

e poi tornare indietro,

monotono è il mio viaggio

e nel nitrire al vento

non essere ascoltata

e tu che sei gentile,

tu mi cammini accanto

non gravi sul mio basto

e non mi frusti mai,

ma quando parli gridi

ed è come un comando.

La soffitta

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Ragazza chinata astratto

È stato duro

in questi giorni

spogliare la mente

dagli abiti nuziali,

mentre cadevano a terra

i ricordi dei giorni

ed un senso di morte,

vuoi per gli acari,

vuoi per la polvere,

attoscava il domani

con i petali stanchi

di sfogliate speranze…

Si fa tardi, farfalla serotina

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farfalla stanca

E adesso cosa fai,

polvere di farfalla

i sogni le speranze

e nessuno che ci crede?

Lo vedi come sei ridotta,

le ali tutte a buchi

i pigmenti spenti,

i voli raso terra

derisi tormentati?

Urlerò demenziale

se non posso andar via,

dibattendomi piano

nel grigiore autunnale,

poi un tumulo grigio

che continua a sognare…

Crash!

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porta

 

Sto malissimo.

Sto tre volte più male

di male. Sto uccidendo

i miei giorni depressi

con milioni di stupidi

no. Sono graffi alle porte

del cuore, sono topi

che rodono i muri.

Se son casa, son certa

che crollo, sentirai

nella polvere: crash!

Non così, non ha senso

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alberi nella nebbia

Righe di polvere

sui nostri ricordi

e tu che ti ostini

ad allevare le tarme.

Ma non senti

che mi fai venire la tosse?

e che la notte

mi manca il respiro?

E butta via tutto!

Se vuoi continuare

ci serve il futuro

Apollo stanco (mitologia inventata)

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Ippogrifo tre

Trascinando il suo carro

impolverato di sole

Apollo stanco

al chiuso lo ripone.

Striglia Eòo, Eto,

Flegonte e Piròo

ed ogni sera li guarisce

con l’acqua dall’arsura

con le mani dalle ustioni

alle povere ali.

Poi la biada…

Non sa se questa

vita eterna sia beata

non sa se a oriente

tornerà per liberare

il sole ancora domani…