Bagnato su bagnato (L’addio)

Ombrello blu

(Acquerello di Riccardo Scarpellini)

Il grigio si espande,

waterloose il colore,

piove piano e silente

inesorabilmente

da ore. E mi invade

la mente. Diluisce

i miei grumi in realtà

trasparente.

I pensieri distende,

brevi ombre sul niente.

Un ombrello si affretta

sotto un lembo di cielo

in  pigmenti sdraiati

sull’asfalto bagnato,

i riflessi di un passo

che chissà dove va…

 

Il tappeto

Tappeto di nuvole rosa con luna.jpg

Una mezza luna incerta

sta appesa nel cielo

del tramonto dorato

e uno spesso tappeto

di nuvole rosa

stende  un soffice invito

a sdraiare la mente,

riposare i pensieri,

ovattare le voci

di indefessi odiatori,

rintuzzare l’invidia

per la mia povertà

e il mio semplice dire,

per la sincerità

che mi mette le ali…

Karlovy Vari

Bagnante alle terme

Vieni alle terme tesoro con me

voglio guarirti l’anima stanca

e lenirti coll’acqua gli affanni

lavar via le ferite degli anni,

i veleni del tempo, i pensieri

i ricordi più tristi, i tormenti,

i metalli pesanti del cuore.

Lascia il passato a Karlovy Vari

come un bagaglio dimenticato…

La sirena dai lunghi capelli

sirena gordita

Straziata a lungo,

direi cardata,

da punte a uncino

di molti dolori,

come nei cardi

dei lanaioli,

sono più bella

di una sirena…

Almeno i capelli

sono sgarzati

e insieme a loro

tutti i pensieri…

Ma mi esce la gioia

senza ragione

da un buco nel cuore,

un’ emorragia

di compensazione

per quest’ultime ore

che furono lievi

e mi si trasfonde

un gelo nel sangue,

è solo paura

o premonizione?

Lustratio

Afrodite nella vasca da bagno

Un lungo lungo bagno

io prenderò stasera

del genere lustrale

per giovane ragazza

di rango celestiale.

Mi bagnerò i capelli

senza ferirli al getto

dell’insensata fretta,

carezzerò i pensieri

e calmerò il mio cuore

nell’acqua temperata

d’aroma e di calore.

Mi darò tutta al tempo

e il tempo sarà mio

in uno stretto amplesso

di lento scorrimento.

E quanta giovinezza

rinascerà sul volto!

Mi sorgerà dall’anima

la luce del sorriso

e quello che d’eterno

accende nello sguardo

la stolida speranza

di essere immortale.

E adesso musica!

Chiarine nel finale

A me la vita suona dentro,

a volte dissonante,

a volte piano, a volte lento,

a volte andante, a volte al ritmo

pazzo di una giga popolare.

Ed eccoli i miei sogni svergognati

che ballano sull’aia dell’amore

e tutti quegli scheletrì sbiancati

che si percuotono da soli

xilofoni di ossa sul torace

e cantan funebri  lamenti

in do diesis minore.

Mi godo le mie pioggie e i cluster

che corrono sui vetri dell’inverno

appena appena prima di gelare

e si flagella il theremin del vento.

I miei pensieri, credo, sono questo,

pentagrammati su ali di colore,

e tutte quelle trombe in fondo

che un giorno squilleranno

il mio improrogabile finale.

La pietà del cielo

L'espansione

Stanotte volevo evadere con forza

dal mio cielo falso di cartone,

trascendere pareti e muri neri,

aprire le mie braccia oltre l’insonnia

che mi legava il corpo al letto

e all’ossessione losca dei pensieri.

Stanotte mi volevo ri-Creare,

l’anima com’era e un corpo siderale

e mi vedevo spalancare l’ali

a toccare, non so dove, quando e quanto

l’universo e la pietà di un grande cielo.