Colazione con Pinocchio

Pinocchio a colazione

Come un biscotto al burro la mattina

mi è rimasta indigesta la tua assenza.

Il corpo c’era, ma di un burattino

con le orecchie  imperforate in legno

così inadatte a percepire il suono.

Vernice rossa tingeva la tua bocca

a simular  parole che non volevi dire

e i baci tondi che non potevi dare.

Una zuppa di latte e crusca scura

cibava la tua fame di fine segatura.

Mentre scolpivo affannate parole

con cellulosa di densa paura,

diluendo col te l’amara saliva

di povera fata che parla da sola,

chiesi  mesta alle spoglie  del grillo

se t’avesse  Geppetto nel gracile petto

scavato con cura il posto del cuore.

 

Canto notturno della Berta maggiore

berta-maggiore

Pover Berta solitaria!

Ho urlato e pianto

spiccando selci dalle pietre

sporcando mare e litorale

col mio strano canto,

un po’ vagito in culla

un po’ roco rimpianto,

ah quanto forte, quanto vano!

Sola sulla scogliera

col destino accanto

e davvero nessuno

a sostenere il mio volo

come un benefico vento

a gonfiare le piume…

Mi rifugerò questa notte

fra le aguzze braccia

di silenti rocce,

caritatevoli orecchie

del tempo che non ode,

ma scava e frantuma

queste miserie umane.