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Passeggiata solstiziale del 22 dicembre a mezzogiorno

By Poesia No Comments

La mia ombra è contenta,

nella sua oscurità si diletta…

Assai ansiosa di uscire,

come un cane mi tira,

me la immagino solo,

perché in casa sta nuda

e parlare, non parla.

Ce ne andremo sul mare,

le darò la sua gioia,

se la merita, in fondo,

lei che è sempre con me.

Aspetterò il mezzogiorno

quando il sole allo Zenit,

il magnifico astro,

in crescente tripudio,

la empirà di carezze

e traendola a sé,

come sposo impaziente,

svelerà nella gloria,

la sua cupa beltà.

E sarà sempre più lunga

di ogni altro suo istante

come mai prima è stata

tutto l’anno che fu.

Durerà molto poco,

una cosa fra noi,

struscerò forte i piedi,

è la nostra carezza…

E poi torneremo

col segreto nel cuore,

un rituale inventato,

ma importante per noi,

nel solstizio d’inverno,

il mio corpo sottile,

il mio corpo di carne,

e l’abbraccio di Ra.

 

 

Un’estate a Traso

By Poesia 2 Comments

C’erano le lucciole

d’estate a Traso

nella tarda sera

e palpitavano nei prati

come le stelle in cielo.

Avevamo sepolto

lo sfalcio nelle fasce

a primavera

così il raccolto

prometteva bene.

A me piaceva nel tramonto

guardare illividire

il pomodoro

finché da rosso

diventava nero.

Alle spalle, intanto,

sbadigliava la casa,

aperta sempre

la porta di cucina.

C’era una cameretta

al primo piano,

dopo una giravolta di scale

a scricchiolare

ed il mio corpo lassù

bruciava di passione

che un amore finito

non spegneva.

Se mi affacciavo alla finestra

Il favillìo di stelle

mi graffiava il cuore

e mi sentivo nuda

e bianca e sola

e pronta mai

per ritornare.

 

Bentornata Primavera! (Equinozio di primavera 2023)

By Poesia 6 Comments

A sfida di dotte diagnosi,

infine ci sarò,

o dolce Primavera!

Quindi, mia cara, affrettati,

fatti vedere, spogliati,

danza sui prati nuda,

spargi i tuoi dolci fluidi

e nasceranno fiori.

Dammi l’ebbrezza orgiastica

che mi negai un tempo,

restando mezza casta

nei caldi pleniluni

delle mie antiche ore!

Te ne farai qualcosa

di una baccante vecchia

col piede nella fossa?

Non ridere di me:

Io voglio ancor amore!

 

Il colore grigio cielo

By Poesia No Comments

Così, senza gloria,

è incominciato marzo,

in gramaglie di nubi

e lacrime vedovili

e un color grigio cielo,

uno strano celeste

umiliato dal nero,

che non pare un colore,

ma la veste dismessa

di una donna fuggita

sgusciando via nuda,

da una delusione d’amore,

abbandonando sul letto

dell’ultima notte

tutta una vita, un passato,

una storia.