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La gita di Santo Stefano

By Poesia 5 Comments

 

Una casa nel bosco,

dove andare con me,

poche cose carine

e la mia grande amica

Disperazione,

su per la strada

che porta da Biella

al paese del cuore.

Noi avremo un divano,

un fuoco di legna,

anzi un camino,

con la brace, le fiamme

e quell’odorino.

E una grande finestra

per guardare la neve

cader giù fino a quando

ci gira la testa.

Un coniglio di Pasqua,

venuto su fuori tempo

dagli anni Cinquanta

e quel che ne resta

per ornare la mensa.

Una buona minestra

a bollire sullo spargher

di marca tedesca

e calzini di lana.

Un violino per lei,

la mia amica più mesta

e il bel canto per me,

a ululare alla luna

il dolore e il rimpianto.

Uh, quanto male

e quanta tempesta!

Sia bandito il Natale

e proibito far festa!

 

La maschera nuda

By Poesia No Comments

 

Spunta la verità

– e ce la metto tutta

per dimenticare –

Appesa allo specchio

la mascherina nera,

vicino alla porta d’ingresso

a spenzolare.

E tutto intorno in attesa

un Natale minimale

del tutto compatibile

con la miseria attuale.

L’augurio più bello,

da quello che vedo,

è avere speranza,

coraggio, pazienza,

praticare l’amore.

 

 

Pomeriggio di Natale. Letterina sotto il presepio subacqueo

By Poesia 12 Comments

Non è molto leale

sognare la madre a Natale!

Eravamo al paesello

nel negozio di scarpe

e volevo comperarmene un paio

per portale fuori dal sogno.

Ma nelle vecchie vetrine

dei bei tempi finiti

non c’era più niente

che potessi calzare.

Mia madre mi voleva consolare.

“Le compreremo più belle,

in città ce ne sono! “

Piansi ancora più forte,

gorgogliando il segreto

che mi urgeva dal cuore:

“Io non voglio le scarpe,

non le voglio davvero!

Io non voglio tornare,

non voglio la vita che ho fatto,

non voglio il lavoro,

rivoglio i miei sogni, il paese

e come ero davvero!”

 

Abbindolata

By Poesia 3 Comments

Col Natale alle porte

al bindolo legato

un ciuco reso cieco

da tristi paraocchi

gira e pensa al passato.

Davvero è andato avanti

o è sempre andato indietro?

Si sente vecchio e stanco,

non c’è un miglioramento…

Un dubbio l’ha sfiorato:

“Sto io girando in tondo

così che questo cerchio

si chiuderà un bel giorno

e il campo sarà secco

e l’acqua dentro il pozzo

e io sdraiato accanto?”

 

Ringrazio Chiara Antoniotti, autrice di questa bella fotografia, di averne consentito l’uso per illustrare i miei versi. Spero che la simpatia di questo ritratto compensi il lettore per la cupaggine del testo. Apprendo da una nota di Chiara che il ciuchino  è una femmina e che  gode di una vita fortunata: Amata e accudita, è molto popolare fra i bambini del paese, insomma è una vera star!

 

 

Il mio cuore solstiziale

By Poesia 4 Comments

 Io, già sorpresa in agguato

dalla viltà del natale

che, dalla vanità della neve

dei suoi accampamenti invernali,

mi raggiunse a Livorno

colpendomi alle spalle

con una pugnalata

sottoscapolare,

pneumotorace esistenziale,

mi rifugiai al triage

di quel piccolo bar

di via Grande

per respirare.

La cameriera,

vestita normale,

mi domanda operosa

che cosa mi può portare

“Una cioccolata calda!”

singhiozzai moribonda.

(E chi se ne importa

se fa ancora caldo

sotto l’alito affranto

di un libeccio epocale?)

“Ma che sia dolce non troppo

e molto, molto amara

per buttar giù in pochi sorsi

i miei vecchi vecchi ricordi…”

…Io già sorpresa in agguato,

oramai quasi morta,

mi buttai ieri sera

dentro il letto a riposare.

Verso l’alba,

incalzando ancora

un gran vento e il tenebrore,

riprese a battere piano,

sotto il palmo

della mia stessa mano,

il mio cuore solstiziale.

Per ricominciare…

 

 

L’ultima Epifania

By Poesia No Comments

la befana se ne va

Mi ricordo la Befana.

Abitava a Torino

Amava i cieli grigi

e il greve respirare

dei camini.

Si vestiva nella notte,

per questo non appaiava

i suoi calzini

e non li rammendava.

Non si pettinava.

Quell’anno a Natale

era andata molto male

ed avevo saputo

che Gesù Bambino

non sarebbe più tornato

per via del tutù azzurro

che volevo per ballare.

Lui mi portò la stoffa

e alla mia cara mamma

solo il tempo per cucire.

E venne l’Epifania

che tutte le feste

la porta via

(me lo disse mio padre.)

Così dal cortile,

nel freddo da paura

del mattino

e l’ossessione

di quei muri gialli

delle case popolari,

guardai il cielo di latta

con le nuvole appese

e le strisce di ghiaccio

pattinate dal gelo

e la sorpresi a volare,

sulla scopa sbilenca,

districando una strada

fra i rami nudi dei viali .

Fu un’epifania,

come spiegava la nonna,

che se ne intendeva

di chiesa e di parole,

e lo capii anch’io.

E mentre salutavo

e la indicavo a mia sorella

sparì dietro a una casa.

II sole dell’inverno,

intanto, lacrimava…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caldarroste

By Poesia 4 Comments

Dora e Eridano divinizzati

Ma come è strano mangiare

le caldarroste sul mare,

con questo autunno, poi,

che è così lento a venire…

A me piaceva a Torino,

ed era vicino il Natale ,

con i regali occhieggianti

dalle vetrine eleganti

e il Po e la Dora sdraiati,

quasi del tutto svestiti,

vicino a Piazza San Carlo

e c’era mio padre al mio fianco

e io gli cercavo la mano,

aveva il cappotto pesante

e, con il freddo che c’era,

-da farci fumare il respiro-

metteva i marroni bollenti

nelle sue tasche capaci,

li mangiavamo contenti

e i cuori ridevano piano…

L’importante è essere vivi

By Poesia 5 Comments

Scimpanzè perplesso

Certe sere è vigilia, 
come quando da piccola 
aspettavo il Natale.
Malinconia e speranza,
perché quello che è stato
non potrà ritornare 
e l’attesa di un giorno
che sia un po’ più speciale, 
una domenica di sabato, 
un amico che chieda
-come va, vecchia strega?-
e poi ridere insieme, 
per un fatto normale…

The eighties

By Poesia 3 Comments

Archaeopolis

È domenica di sabato,

che strano effetto fa!

Molto silenzio è sceso

sopra la mia città,

giro le strade a vuoto,

priva d’identità.

Vorrei tornare indietro

e ritrovarmi qua,

con le speranze intatte

di tanto tempo fa…

La gente che scorreva,

fiume di umanità,

con i vestiti grandi,

le maniche abbondanti,

sembrava che aspettasse

soltanto il vento buono

per spalancar le braccia

e mettersi a volare.

E poi comprava tutto,

come si fa a Natale.

Bei tempi o tempi illusi?

Continuo a camminare…

R.I.P. Morte di un’amicizia

By Poesia No Comments

cimitero

Lasciami giù

se non ti importa.

Non telefonarmi,

non dirmi “come va?”

solo a Natale.

No sai niente di me

non sai se il cuore

mi fa male.

Non mandarmi messaggi

di inutili parole

non sai se sono viva fuori

e dentro tutto muore.

Lasciami per sempre, dai,

lungo le vie del tempo

sola andare.

Essere un ricordo, sai,

non è poi così male.