Piazza Bornello (La speranza)

muro di piazza Bornello con bambina

Quando ancora crescevano

la felce e il sempervivum

sul muro dei miei sogni

e il muschio antico,

suonava dei miei passi

nella vecchi piazza

il ritmo cadenzato lento,

misurato sul battito di cuore

e chiara la speranza nel mattino

splendeva più del sole

e sotto ai piedi la sentivo

l’acqua di montagna

incanalata che fuggiva

fino al lavatoio per sgorgare

e il sangue dentro al corpo

era così giovane e contento

che mi pareva di scoppiare

e se mi guardavi in viso

vedevi le mie labbra rosse

in lieve movimento per cantare

una splendida canzone di silenzio.

Anno dopo anno, il presepio

fonte presepio BN

Disparità dei prati

di muschio scabri

che arrampicano monti

di carta piegata.

Acqua di alluminio

inventa una cascata.

Un fiume di specchio

spegne la sete

di un gregge di gesso.

La capanna stellata,

non più che una speranza

già tradita…

E, sopra tutto, le mie mani

a costruire le cose del passato

e nella fonte di acqua vera

le parole che non ho

saputo dire…