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Halloween (la maschera vera)

By Poesia 5 Comments

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Se dovessi vestirmi

per fare paura,

mi truccherei la faccia

con l’indistinta luce

delle ore della sera

tingendo d’incertezza

le pieghe della bocca

e gli occhi, di paura.

Rovescerei le vesti

in modo che l’esterno

volgesse sull’interno

e il dentro, fuori.

Ho già lavato il manto

muffoso di dolore,

gettarlo sulle spalle

mi donerà il pallore,

il pianto sui miei morti

e tutte quelle ore

passate a disperare

per me, per te, per tutti,

quando ci buttò male.

Cadrà senza rumore

la rabbia dei nemici?

L’invidia dei gelosi

per quello che non ho

si giacerà scornata

dal senso della vita?

O la mia continenza

e la mia grande forza

li manderanno ai matti

perché l’abito vero

mi rende molto onore?

Face machine (ghigliottina moderna)

By Poesia 3 Comments

Facemachine

Le facce vere riverse,

come mozzate via

con la testa.

I sentimenti e il furore,

spazzatura confusa

col sangue, il silenzio,

l’indifferenza e l’orrore

segreto di pochi,

passanti senza bocca

per non voler parlare.

Su quel che resta

del povero collo

già issata

la maschera vuota

dal sempiterno

asservito sorriso

soltanto dipinto

per poter continuare…

 

Notti col gatto

By Poesia No Comments

il gatto di notte con luna

Correvo sulla riva,

quasi spezzando

pozzanghere di luna e mare

e tu, reso inquieto

dal mio sparire,

nascosto dietro la tua enorme

maschera di gatto,

solo con gli occhi

mi sorridevi.

Oh, ti piaceva sentire col corpo

l’umido della sabbia,

come un animale.

Non volevi nemmeno

fare all’amore.

Quieto, mi accarezzavi i capelli,

che io portavo lunghi,

fino a farmi star male

e ti piaceva rinunciare.

A volte, anche il tuo desiderio

si metteva a gridare,

quasi spiacevole,

come un animale,

e solo allora, più che mai gatto,

anche nel corpo piatto,

accettavi il mio amore.

L’unica tua passione vera:

Corteggiare la morte da vicino

ed imitarla,

fino a dormire, per prova,

sulla spiaggia nuda,

coperto solo

dal vento della sera.