Luci

il fiume di notte

Basta

pochissima luna

e le pietre del fiume

brillano al buio,

pallide stelle,

e, come in cielo,

per la carezza

dell’acqua,

tremano piano.

Così non fu per noi,

mio amore lontano,

non c’era

nel grembo nero

dell’ultima notte

nemmeno una luce

per farti tornare,

eppure rimasi,

rimasi per anni,

ferma col cuore

sull’inutile sponda

ad aspettare,

né fu lanterna

la speranza, né faro

il mio pensiero,

né la mia voce

lucciola estiva,

che continuava,

pulsando sul ritmo

del sangue agitato,

il tuo caro nome

a invocare.

L’arazzo di seta

giapponesina a colori

Quando m’abbandonò l’amore

per non aver trovato la mia via,

marinaio perso nei flutti dei pensieri,

la sua nave ogni giorno più lontana

dalla rotta di casa mia,

la lanterna sempre accesa

del mio cuore cadde in mare

e la notte disciolse in cielo

e dovunque l’inchiostro nero.

Fu così che volle morire

la mia anima illusa dall’attesa

e da tutte le stelle sparite

in cui credeva. Io corsi in casa,

l’anima intanto mi seguiva.

Non la potei più trattenere,

saltò lieve nell’arazzo di seta

e divenne per sempre ed è tuttora

un’attonita geisha giapponese,

io una donna di pietra.