Vertigine: il loto

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io incubo

Tutto gira…

labirinti concentrici

infiniti mosaici

di tessere infinite

che percorro di notte.

Di notte tutto gira.

La tartaruga

che regge il mondo

sul carapace

corre impazzita,

le droghe vegetali, forse,

il loto,

per sopportare la fatica.

L’improbabile alchimista

che ha creato l’universo

mi spara nella mente

una risata privata.

Si diverte con me,

perché non sono banale.

Mi rimbomba la testa,

tutto gira.

La nudità primordiale

non è un peccato.

Spogliamoci e parliamo,

tranquille parole.

Se vuoi, dopo, faremo l’amore,

sdraiàti sull’orlo

del mio gorgo autodistrutttivo.

Dopotutto siamo creatori,

piccoli dei,

garanti del dio maggiore.

Non pensarci, adesso…

di notte tutto gira.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pavane

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fantasmame

Non so se finirò questa notte

troppi fantasmi mi vengono a trovare…

L’ossessione del pianoforte

quattro note quattro quarti

per un accordo maggiore

e sopra il miagolio del dolore

i suoi trilli disperati

i sospiri della morte.

Svegliati amore e sposa la mia anima

prima che il respiro del sonno la possieda

pettinami i capelli neri di paura

con i violini delle tue dita esperte

ferma questa grottesca marcia nuziale

sfatta di putrefazione ed ossa sparse

che mi fa esplodere la testa

posami le mani fresche sulle tempie

riscatta il mio respiro prigioniero

bacia la mia vita, falla ritornare…