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La tinca di notte in un reparto d’ospedale

By Poesia 2 Comments

Col mio occhio vigile e attento,

il mio occhio di pesce di lago,

io guardavo attorno e scrutavo.

Una prognosi inquietante mi pendeva addosso

da onorare presto, a meno di fortuna in eccesso.

Nessuno di notte, vicino al mio al mio letto.

Stavo molto attenta alla secca,

c’era troppa luce gialla, veniva dalla finestra

e un albero nero mi balzava sul petto.

Spirali di respiro mi aiutavano

da una presa sul muro e un piccolo tubo.

Parlava tanto il rilevatore del cuore

della vicinai sordomuta addormentata,

diceva troppe cose e mi confondeva,

certe volte cantava e poi rideva.

Così mi son distratta ed è successo:

La vera me è arrivata al decesso

e il mio zombie invidioso, che sono io che scrivo,

è rimasto semivivo ed è stato dimesso.

Tutti contenti, meno questo simulacro denso,

debole, spesso angustiato dal cibo

e, senza concentratore, quasi privo di respiro.

con l’occhio di tinca giallo spalancato

su un guazzabuglio viscido di alghe di lago…

 

I tiepidi giardini della mente

By Poesia 11 Comments

I giardini della mente.jpg

Più non ti parlerò, mio caro,

di quello che già sai

e che non si può cambiare,

ormai: Una stesa di carte

col matto e l’impiccato

e poi ci fu il bagatto

e tu che mi guardavi,

come da sempre fai.

Dei tiepidi giardini della mente

però ti voglio dire. Ai confini

di sogni e di speranze,

perciò quasi infiniti,

si stendono nei luoghi

del cuore e tu sai dove.

Proprio davanti a casa,

ma pensa che fortuna,

ci scorre un gran canale

con le pareti scure

profondo, d’acqua pura

che viene da nord est,

da dove è nato il nonno.

Oh come è grato agli occhi

per le sue fontanelle

e il guizzo delle carpe

che balzano felici

al suono immaginato

di musiche di Wagner!

E poi c’è il lungo viale

bordato dalle ortensie,

rosate, bianche e azzurre

che un giorno ho ereditato

assieme a tutto il resto

e va così lontano

che non avrò nemmeno

il tempo per seguirlo

là dove sta finendo,

forse sarà una piazza,

con un bel  pozzo in centro,

o un bornello grigio,

coi mestoli per bere…

E poi ci porta un ponte

all’erta collinare,

ai campi d’erbe incolte

a tratti colorati

dai piselli odorosi ,

così profumati e dolci

e buoni da annusare.

E poi ci sono i vasi,

disseminati ovunque,

e spesso troppo all’ombra

che devo sistemare

e quel castagno, a destra,

che cela il suo tesoro

di funghi mangerecci,

quelli di babbo Giorgio,

porcini e gallinacci.

C’è sempre un gran bel sole,

ma mite, campagnolo,

filtrato dalle fronde,

nel calmo meriggiare.

Tutto è così perfetto,

nella sua imperfezione,

a volte ridondante,

che mi trafigge dentro,

e fa colare il sangue

asprigno e così sincero

del ribes rosso o nero,

ai lati della mia bocca

e della tua che ascolti,

o mio paziente amore…

Clicca se vuoi vedere le carpe!

 

 

 

 

Impasse

By Poesia 6 Comments

PiantoPiangeremo noi domani?

E questa avversa opacità

di nebbia che ci accieca

e ci spinge con la faccia

contro un muro, incapaci

di varcare finalmente

quella porta che si apriva

sul futuro,

sai dirmi se un fendente

di fortuna prima o poi

ce la diraderà

su un cielo più clemente?

Mandala di stelle o della buona fortuna

By Poesia 3 Comments

mandalastellato

Drappeggerò con le mani

l’intero universo

per creare un gioiello

da posarti sul cuore,

un mandala di stelle,

la sua vita infinita

che respiri con te,

tutta l’acqua del cielo

sia raccolta in rugiada

e disseti per sempre

la tua sete di vero

e se mai la fortuna

ha assistito un mortale,

che si ponga al tuo fianco

e ti vegli per me.