Capodanno degli ultimi

solo

Non ho voglia

di essere felice

con questo tempo

che va

nella voragine del nulla

secondo  su secondo

precipitando. Diffondo

il taedium vitae tremendo

in giro per i bar

direttamente dal cuore

il fiato del mio male

alitando.

Scellerato perlage

gustando

di routine e dolore,

l’amaro nel fondo

tutto da esplorare,

la rotondità della sfida,

la fierezza dei negletti,

la resilienza, la libertà.

Alto lignaggio (poesia dove si tratta della nobiltà d’animo)

portone

E continuavo a sognare

benché rimanessero chiusi

tutte le porte e portoni

cui provavo a bussare

lungamente attratta

dalla vernice copale

e dalle bronzee targhette

con fini incisioni corsive:

Qui abita Pace, o Giustizia,

o umano Rispetto

o onesto Lavoro.

Adesso io resto seduta

sul basso gradino

del marciapiedi di strada,

tesa la mano a mendicare,

e ci sto pure assai male,

la nobiltà devastata

rivestita di stracci,

la mia fierezza distrutta

dall’impossibilità di parlare…