La vecchia cavalla

La cavalla stanca

Ecco che cosa sono,

adesso te l’ho detto:

una cavalla stanca

di tirare il carretto,

e poi non so nemmeno

che cosa ci sia dentro,

ma so che pesa tanto.

Sono una bestia adatta,

col fianco largo e grosso,

ho fatto solo questo,

sempre coi paraocchi,

siccome son balzana

a volte trotterello,

ma mi è venuta a noia

la polvere di strada,

con quel colore giallo,

e andare avanti un poco

e poi tornare indietro,

monotono è il mio viaggio

e nel nitrire al vento

non essere ascoltata

e tu che sei gentile,

tu mi cammini accanto

non gravi sul mio basto

e non mi frusti mai,

ma quando parli gridi

ed è come un comando.

Il fianco della montagna dei sogni

montagna graggita

E sogno ostinatamente

di volare.

Dopo tanti anni

il sogno ancora quello,

le mie ali non so,

non me le vedo mai.

Apro la finestra

e non è suicidio,

fa un po’ paura,

è solo libertà.

L’aria sempre

così tersa e l’azzurro…

solo la montagna

stavolta è diversa.

Pare d’autunno,

vestita di rami,

ma le foglie oramai…

e il suo fianco è graffito

dal martirio del tempo.