Una madre

la madre

Signore, signore, signore,

quando ti deciderai, ma quando,

a darmi un giorno di serenità,

signore?

Ogni risata pagata a caro prezzo

con la moneta di tutte più preziosa:

le lacrime di perla di mio figlio

e dentro il cuore la voglia di morire,

se solo servisse a farmi perdonare

peccati mai commessi, te lo giuro,

e in cambio da te, o sommo, avere

grande felicità per il suo cuore.

Cambio vita

la lampada di Aladino

Mi era sembrato tutto

così immutabile e perfetto

e per un tempo sono stata bene.

…Questa cucina immersa nel silenzio

che non diceva proprio niente

alla mia strana insonnia del mattino

ed il totale scollato isolamento

dal sole che sorgeva nel giardino…

Così mi accorsi che la felicità

non è per sempre e poi mi dissi:

“Mia cara è tempo di cambiare!”

E adesso sono qui per pochi giorni

e ho ancora il batticuore

e tutto il resto, eppure sto trovando

le vie di fuga e il modo di scappare.

Sere azzurre

sere azzurre a Adelboden

Quanto alla felicità,

sembra più grande

quando è un ricordo

e quanto più è lontano,

come le sere azzurrre

a Adelboden,

tiepido il clima,

il fuoco, il vino rosso

e il discreto sbuffo

di un sigaro toscano,

la dolce nebbia

a accarezzare il monte

con dita bianche

di una lunga mano…

…Pensarci adesso,

parevano perfette,

peccato che la gioia

che allora provavamo,

tale la brevità

del tempo a noi concesso,

nasceva sorridendo

poi si svenava piano,

il riso misto al pianto,

nel tenero rimpianto.

Basil Hallward

evoluzione del ritratto

Sempre più persone

gli commissionano

un ritratto.

Basil Hallward

è un pittore geniale.

Per dirla tutta

è anche modesto e schivo,

qualità molto rare.

Non vedrete mai esposte

le sue tele perfette,

non nelle dimore lussuose,

non nei musei,

le troverete nelle soffitte.

Non vi siete mai chiesti

cosa ci fanno in giro

tutte queste belle faccette?

Tutti questi rosee putti,

tutti così lontani

dall’essere innocenti?

Tutti questi impuniti ladri

del lavoro altrui,

della speranza, dell’onore,

della felicità del mondo,

dove hanno nascosto

le loro vere facce

da grandissime canaglie?

(Pendagli da forca,

si diceva una volta…)

Peculiarità di un’arte

ancora molto alla moda

saper dissimulare…

Quanto manca?

canale

Manca un’ora e quaranta.

Voglio la mia libertà.

Ma ti rendi conto, madre pazza,

che la felicità

che mi hai donato

quando ti sono nato,

me l’hai levata tu,

giorno per giorno,

con le bugie insensate?

Oggi c’è la primavera

qui intorno e il mare

rigurgita azzurro e sale

nelle onde del canale.

Tutto un giocare,

ancora per poco,

poi il sole andrà a tramontare.

Ti ricordi la prima elementare?

Io, in un anno, ho imparato,

come mi avevi chiesto,

a leggere e a far di conto.

Poi non ti è più bastato.

E ora sto chiuso dentro,

quando basta,

otto ore al giorno,

più l’intervallo del mangiare.

Ora che ho perso il sorriso

e molti dei miei bei capelli,

riesci ancora a gloriarti

di avere un figlio impiegato?