Miei cari mamma e babbo, dovunque siate voi…

Castello marcondiro di notte firmato

Tanto tormento

mi danno questi sogni,

così che le mie notti

non sono mai rimedio

alla ferinità dei giorni.

E quel pensiero ingenuo

che mi fa quasi esclamare:

“Che bello, si fa sera!”

al buio si tramuta

in un affanno estremo

e guardo, ad ogni ora,

il tempo che mi manca

al sorgere del sole.

La qualità efferata

di squallidi ospedali,

gli inseguimenti a morte

di perfidi assassini

e pazzi squilibrati

e io che scappo sempre,

e sempre al buio pesto,

su strade di montagna

e in fondo urla il mare,

e ancora e ancora torno

a farmi torturare…

Miei cari babbo e mamma,

sapete dirmi adesso

dov’è quel dolce sonno

che si promette ai bimbi,

cantando con dolcezza,

canzoni per cullare,

con fonti al latte e miele,

e pomi tutti d’oro,

palazzi principeschi

e splendidi domani?

L’immagine che ho creato per illustrare  la mia poesia intende essere un modesto, ma sincero omaggio all’ artista  Vittorio Accornero

 

Tramonto fantastico

tramonto-fantastico

Solo una fantasia di cielo

niente di necessario e vero

mi riporta da te liberamente,

libera mente a ripensarti

come se… perduto quel tempo,

perduto quel tramonto e la città

che si sdraiava sotto a un sogno,

(noi due lunari bianchi di pelle,

come siamo sempre stati entrambi,

su un anonimo colle a guardare

un futuro che ora sappiamo

che non c’è) come se…

domani ci potessimo ancora

reincarnare e, come ci amammo,

ancora, amore, amare.

(Nell’immagine, Amore e Psiche di Antonio Canova, modificato e inserito in in un paesaggio fantastico da me composto)

Noia profonda

noia esistenziale fumetto

Mentre mi annoio

provo rimpianto

per le ore perdute

che, se le sommo,

fanno i miei anni.

Ore di tedio,

che oggi detesto,

che implorerò in cambio

del negato domani,

alla meta del viaggio,

né mai torneranno.

Il vischioso languore

dell’estivo imbrunire,

i rumori guardinghi

di questo sobborgo

ambìto da molti

e cha a me sa di tomba,

nonostante il mare,

i confini della strada,

il muro in mattoni

della casa di fronte

che tinge di rosso

i miei falsi tramonti,

il cancello, la palma,

le mezze parole:

tutto questo mio male,

calcinaccio in rovina

di un crollo morale,

varrà quanto l’oro

se, in fondo al respiro,

non troverò il fiato

di un nuovo minuto

per potermi annoiare.

 

 

 

 

 

 

Festa a sorpresa

Brucia strega

Un vero tormento della vita

è programmare,

quando la giornata è finita

affollare il domani

fino a farlo scoppiare,

dal poco, l’igiene personale,

-mi lavo prima i denti

o prima faccio il bagno?-

a quello che succederà

al mio funerale.

Io voglio che nessuno pianga

e cibo e vino, in abbondanza

e abiti stracciati dal dolore,

come imporrà la circostanza.

Sarà la mia festa a sorpresa,

talmente sorprendente

che mi sorprenderà

protagonista assente.

Sono verdi, ma sembrano neri

trame di alberi in viale Italia firmato

Sono semplicemente

alberi controluce,

sono verdi,

ma sembrano neri,

non c’è niente,

ma proprio niente

da aver paura.

Resto a guardare.

Il futuro si annida

nelle ore bastarde

della sera e trema,

sentissi come trema

il cuore. Così grande pare

la devastata attesa

di un domani

che non sia peggiore…