Il vento della mia strada

vicolo del vento

Eccolo, è lui…

Da un muro all’altro

si lancia di notte

zigzagando la strada

per provocarsi tormento

e poter ululare.

Io lo conosco bene,

il vento,

ha sulle spalle

un mantello pesante

che spazza l’asfalto

e tutto raccoglie,

barattoli, carte, foglie

conglomerati di sporca

disperazione.

E grida il suo pianto

sibilando serpenti,

percuotendosi il petto

fino farlo suonare.

Corre impetuoso

nella gola di case,

un battito forte

di stanchi stivali,

poi apre le braccia

e riprende a volare.

Museo d’arte moderna: installazione

roveretomartcornice_Fotor

La mia disperazione

è grigia e solitaria:

una donna di pezza senza faccia

chiusa

in un polveroso confino

giallo ed arancione

sondato, a caso

da fasci di raggi

troppo luminosi.

Il suo silenzio dilaniato,

a caso,

da urla di sirene.