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Avatar scaduto

By Poesia 9 Comments

Quando sto male

io lo guardo e mi dico:

“Sarà ora di cambiare!”

Or è vent’anni

e sembra ieri…

Il mio avatar

è un fortunato scatto

in pieno controluce

ed è il ritratto vero

di un’ostinata grazia,

il permanere in me

di una bellezza

che non temeva gli anni.

Oh quanto fu vero!

Era la mia anima scura

di poeta con la piega amara

e le farfalle dentro il cuore

e nei piedi la voglia

disillusa di danzare.

Ora che, appesantita

(sempre più bianca

la mia faccia di luna,

gli occhi ancora belli,

ma col tramonto impresso

come un velo di bruma)

somiglio a una falena

polverosa, il mio volo

sfarinato fa rumore…

 

Ribalta

By Poesia 5 Comments

A me piacque danzare.

Coi dolorosi puntali

delle scarpette infernali

e con l’acerbità del corpo

provare a ricamare

le magiche storie

del mio mondo invernale.

Ma, quando gemeva

l’assito del palco

e il pubblico immoto

aspettava il mio balzo,

già mentre volavo

avevo paura. Fallire?

Cadere? Adesso ripenso

al mio cuore bambino

e a quella grande paura,

che, per farla farla finire,

ci fa rinunciare…

 

Non sarete più voi

By Poesia 14 Comments

el fuego

Voglio portare

tutti i sogni

in questa stanza

e riempirla

fino a farla scoppiare.

E poi dare fuoco,

e intorno al rogo

urlare, danzare.

Voglio ucciderli io

e guardarli morire.

Tango di strada

By Poesia No Comments

violinista mancino fumetto

Almeno ci fosse in casa

un po’ di vino buono,

onesta trasfusione

di umore più giocondo,

rimedio naturale

di questa mia attitudine

al panico serale…

È come se il giorno spento

mi si portasse via,

col cuore sminuzzato

ed ogni sogno infranto.

Io odio le campane

ed il silenzio intorno,

ora che annotta presto

la gente si rintana,

non parla più giù in strada,

molesta compagnia

da molti non richiesta,

per me un’analgesia.

Per tanti giorni c’era

un violinista cane

che mi suonava male

un tango da balera,

stonato e sempre uguale,

lo stesso ad ogni sera

e io ridevo dentro,

sognando di danzare,

poi non è più tornato.

Quanto dovrò aspettare?

Qualcosa è cambiato

By Poesia No Comments

La danza

Sempre danzavamo insieme,

senza vedere il mutamento

senza sentire il tempo

e poi all’improvviso

ci viene chiesto

di mantenere il ritmo

e non è, mio caro,

un ritmo lento,

ma, come si dice sempre,

o sei fuori o stai dentro!

A Billy Elliot, metamorfosando

By Poesia No Comments

Il cigno

Mi si è ammalata l’anima

un giorno, all’improvviso.

Fammi balzare ancora

nel buio della scena

così che la mia pelle

ricresca le sue piume!

La forza per danzare

nella mia stanca schiena,

specchiarmi nel gran lago

e il cigno reincarnare…

Grattacieli a matita

By Poesia 5 Comments

invito al ballo

Ed al resto del mondo

non è dato sapere

quanto un tempo

ci amammo

né dove né quando…

Mi invitavi a danzare

eravamo in cucina

affacciati sui cieli

di quei viaggi futuri

che ora so che mai feci.

Solo un quadro tracciato

dove ancora mi guardi

e trafiggi il mio petto

che già anela sfiorarti

e New York che ci spia,

grattacieli a matita,

non ci resta nient’altro…

 

La donna della città di luci

By Poesia No Comments

la donna nella città di luci

Così te ne vai, come sempre,

danzado i tuoi sogni

di ragazza strana:

forse una nuova vita

e una città straniera,

da prendere l’aereo

per andarci.

E camminarci dentro

un’emozione grande

da far scoppiare il cuore.

E intanto il mondo cambia

e non è più lo stesso

e passano gli anni

e tu che invecchi fuori

e niente dentro, raschiando

l’ammiccare di speranze

dal fondo di un cielo

sempre più malato e nero

e ti sembrano stelle,

ma sono schegge di vetro…

L’alba dell’addio (dopo una lunga notte di luna per due amanti disperati, di cui uno veglia, l’altro ancora dorme e sogna di poter restare)

By Poesia 3 Comments

ballerinafiori

 

Per quanto la luna danzi ancora

su questa folle aurora viola,

e ali di gabbiano grandi

sorreggano i volteggi dei suoi piedi,

amaro come la più fosca delle notti

senza una stella, né un pianeta in cielo,

amore mio,  già giunge il triste giorno

che tutto oriente adesso indora.

La sorella dei sogni

By Poesia 6 Comments

sorelle

Com’era dolce, sorella,

parlarti di lui nel serraglio

e sognare le notti d’amore

che non ci furono mai.

E tu mi lavavi i capelli

e tiravi e piangevo e lisciavi

(e poi mi baciavi)

per renderli morbidi e belli

come la seta, dicevi,

e mi insegnavi a danzare.

Mi par di vedere quei giorni

e gli oli, i profumi, la frutta,

le risate innocenti, i candidi denti,

e l’ombra e le grate gelose

che ci celavano al sole.

Dov’è il nostro oriente, sorella?

Dove brilli, mia giovane stella?

 

(Disegno ispirato a un dipinto di P.Bouchard)

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