Ruchè di domenica

giovane bevitrice di ruchè

Se pensi di venire

ti bollo le patate…

Mi son svegliata presto

persino stamattina,

so che il purè ti piace

e un goccio di ruchè

il nostro rosso allegro,

ma è vuota la cantina.

Poi cuocio un bell’arrosto,

lo sai ti penso sempre,

sicuro che mi manchi

e tutti quegli odori

di vita e di cucina…

Continuo ad aspettarti,

se torni porta il vino!

Cambio vita

la lampada di Aladino

Mi era sembrato tutto

così immutabile e perfetto

e per un tempo sono stata bene.

…Questa cucina immersa nel silenzio

che non diceva proprio niente

alla mia strana insonnia del mattino

ed il totale scollato isolamento

dal sole che sorgeva nel giardino…

Così mi accorsi che la felicità

non è per sempre e poi mi dissi:

“Mia cara è tempo di cambiare!”

E adesso sono qui per pochi giorni

e ho ancora il batticuore

e tutto il resto, eppure sto trovando

le vie di fuga e il modo di scappare.

Trentadue passanti

silvietta-cuce

Trentadue passanti

cuciti con amore,

schiena china,

la cucina,

i ricordi che

continuano

a parlare

il mio dialetto,

un battibecco,

litigavano spesso,

quelle mie donne

e anche adesso,

dall’aldilà.

Mi turo le orecchie,

la stoffa si tuffa

sotto il piedino,

non regge il dramma,

la macchina rauca,

voce del verbo oliare,

continua a gridare,

le ore che oramai

spengono il sole,

le tendine nuove…

Siddharta Gautama

Budda sdraiato in pietra metallizzato

In cucina, su una mensola alta,

puntellato col gomito sacro,

si riposa il mio Buddha sdraiato.

Ah, spartire il suo nulla

e capire il senso del fato!

E con gli occhi dischiusi al nirvana

pasturare la mente all’eterno

lontanando paura e compianto.

Ma purtroppo il mio cuore di sangue

segue sempre chi amo e mi ama.

Haiku… e vacanze

L'evasione

Tela di seta

fra tavolo e seggiola

ragno in cucina

Avviso ai lettori

Con questo Haiku, dedicato al ragno, simbolo positivo della creatività operosa, vi saluto e vi ringrazio, cari amici lettori, generosissimi dispensatori di consensi, di umanità e di arte. Imitando la funambolica abilità del ragno, che getta ponti di seta sugli abissi per sparire con destrezza, fuggo dai miei quotidiani affanni e vado a respirare aria fresca, riposo e libertà. Vi abbraccio, quanti siete, e, se vorrete passare ancora in questo luogo, dove ho la mia piccola tana, ci ritroveremo tra pochissimi giorni.

 

 

Grattacieli a matita

invito al ballo

Ed al resto del mondo

non è dato sapere

quanto un tempo

ci amammo

né dove né quando…

Mi invitavi a danzare

eravamo in cucina

affacciati sui cieli

di quei viaggi futuri

che ora so che mai feci.

Solo un quadro tracciato

dove ancora mi guardi

e trafiggi il mio petto

che già anela sfiorarti

e New York che ci spia,

grattacieli a matita,

non ci resta nient’altro…

 

Prima notte di nozze, tanti anni fa, in un paese che esiste, ma non dico (dalle “poesie molto popolari”)

sposi d'inverno

Questa notte farà freddo,

me lo dice il cielo

di cristallo nero.

Lo vedi come tremano

le stelle? Rientriamo.

La nostra vecchia casa

è tutto ciò che abbiamo

col solario grande esagerato

buono solo per l’estate,

ma affacciato sull’inverno,

adesso.

Poi c’è la camera nuziale

dietro la porta spessa in legno

con la culla pronta

accanto al nostro letto

e ha già il buon materasso

di foglie  di castagno.

Tu sei bella, grande e sana

e un giorno, spero presto,

avremo un bel bambino.

E noi staremo lì a vegliarlo,

la finestra col suo occhio

guarda il vicolo stretto.

Tanto tempo fa un angelo

ci è passato attraverso

ed era stato un ragazzino,

portato via dal vento pazzo

marzolino che gli rubò il respiro

e non ci fu nessuna cura

per farlo ritornare.

Tremi? Vuoi che dormiamo

in cucina? Ma la stufa è spenta

ormai da un pezzo. E la porta

dà sull’orto, assediato dalla brina.

Aveva ragione zia Paolina:

“Sposate a Primavera, non adesso.”

E sono stato solo io a volerlo,

asino che sono per amore,

e tu ora tremi…