Strega d’antan

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C’era un tempo in cui giocavo

e con la gonna lunga scura

e le scarpacce vecchie a punta,

i miei capelli un po’arruffati

e smocked eyes truccati,

per halloween da strega mi vestivo

con quel che nell’armadio conservavo.

Come ancora adesso, allora io ti amavo

ma con tanti meno anni addosso

da trascinarti al pub, tu che eri così schivo

per bere un po’ di vino e ridere di noi.

Sai, io ci credevo, di essere un po’ strega,

forse per gli occhi verdi o per la mia pretesa

di vivere per sempre, senza invecchiare mai.

Da quando mi è successa la cosa che tu sai

io non ci ho più creduto e non ci crederò più.

Mai.

 

Ti porto le mani (la poesia della scimmia che gioca con la tastiera)

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la-casa-rossa

Grazie per il parcheggio

sotterraneo nel tuo cuore

ah, dovresti saperlo

che sempre più spesso

nemmeno io mi fido,

mi fido di me stesso…

Ma se è la mia storia

che tanto ti piace,

così fantastica

nella tua testa,

devi saperlo,

ragazza incantata,

che è solo un sogno

nella tua testa.

Nella tua casa

divento reale,

è questa l’isola

nella mia testa,

meglio dei mari

che ti racconto

e tu sei e felice

e ti abbandoni,

io sono un sogno

nella tua testa…

A casa tua io ci vengo

e ti porto le mani

per donarti carezze,

per rubarti le labbra

per prometterti cose

e baciarti le orecchie,

perché tu mi creda

e quando mi pare

poter ritornare.