Picassa in crash

picassa

Povera Picassa in crash,

perduta identità che si frammenta

rifratta su specchietti in simil vetro,

un occhio quasi spento sul passato

e l’altro sul futuro già in agguato,

il naso come un vomere del senso

ad arare certi odori di ragù

con la voracità della narice destra,

mentre l’altra, la francese, li detesta!

E la bocca, sensuale al davanzale,

fa il sorriso che di solito si fa

fra persone benvolute in società.

Ma dell’anima raminga cosa resta?

Forse l’artrosico arto metamorfosato

da una mano un tempo dolce molle

si protende verso il girovago seno

artigliando dal cuore ancora caldo

il guizzare da ittiosauro di un segreto…

Forse un amore fossile la salverà?

Chi le ridarà la sua unità?

Crash!

porta

 

Sto malissimo.

Sto tre volte più male

di male. Sto uccidendo

i miei giorni depressi

con milioni di stupidi

no. Sono graffi alle porte

del cuore, sono topi

che rodono i muri.

Se son casa, son certa

che crollo, sentirai

nella polvere: crash!