Il rinculo

farfalla amputata

Un tempo mi si aprivano le ali

se solo pensavo di volare,

la polvere a colori di farfalla

mi si attaccava al dorso

e mi vestiva di splendore,

leggera, colorata, avventurosa,

impermeabile del tutto alla paura.

Ora mi avventuro per la strada

pesante come d’afa e di dolore,

la voglia di partire dentro al petto

e goffi tentativi di fuggire:

Un salto, una rincorsa, un balzo breve

e poi quel tonfo forte di rinculo

dai miei talloni fino in fondo al cuore.

L’infinito dentro

Credenza

E la sera disegna

colori inventati

versando il suo sole

sulla legna scolpita

dei mobili vecchi

più di una vita.

Alla voce dei tarli

si azzurra il mio cielo

con manciate di stelle

spruzzate sul muro,

definito confine

di una breve via lattea,

l’infinito l’ho dentro,

è un pensiero stupendo…

Non so dipingere

donne gialle

Io sono un poco grezza,

impaziente, non posso

finire sempre un quadro.

Dipingo l’idea, poi fuggo.

Non credo nella simmetria,

la fantasia distorce tutto,

amputa dita e sorrisi,

getta a secchiate

i colori dell’anima

sui volti spaventati

Una sera, un bancomat

bancomatpittoricocornice

Mescola le carte

la memoria

pescando foto

mai scattate.

Ora so

di che colore era

quella sera.

Era sceso l’azzurro

su ogni cosa

e il giallo forte

della luce artificiale.

E poi il colore

che non si dipinge

di momenti

che chiamiamo felici.

E tu, col tuo cappotto

blu e io che ti aspettavo

fuori. Noi

“Ma quanto ci metti?”

 

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Non posso dirtelo…

Lavorerò a questa tela

di ricordi e di fiori

appassiti fino a quando

torturando i tubetti

oramai secchi contorti

dall’impazienza

della mia vita

avrò consumato

l’ultimo coagulo

di cielo sfinito

l’ultima luce

dei miei occhi verdi

di pittore poeta…