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Martedì Grasso

By Poesia No Comments

È poco che è finito l’anno,

fugge febbraio,

finisce il Carnevale.

Che ridere mi fa

che dentro il mio cuore

(per farne che?)

vorrei che durasse

fino a fine mese.

Mi vorrei divertire,

riscattare i miei anni,

riscattare me stessa,

il mio essere buona,

come quando, bambina,

mi pentivo, anche tanto,

dei peccati non fatti

e prendevo le ceneri,

rassegnata al mio ruolo.

Una vita non vita

oramai mi incatena.

Benché io mi senta

sia viva, sia donna,

mostro il volto depresso

di un’immagine sacra,

con il cuore trafitto

da mille dolori

ed il noli me tangere

scritto in mezzo alla fronte.

Sì, mi vesto in gran fretta

da damina o da fata

e, ascoltando musica antica,

(soprattutto i Pink Floyd,)

io mi ballo sul cuore

e rivedo voi tutti,

miei amanti mancati

e ci sei anche tu,

caro il mio professore!

 

La ciaccona

By Poesia 2 Comments

Mi manca di ballare la ciaccona,

spartito arrotolato in un cassetto

e accanto le due rose chiare

che ti appuntasti al petto quella sera.

In fondo a qualche armadio della mente

il tuo vestito azzurro da damina

con la parrucca bianca e le scarpette

e un pezzo del mio cuore disseccato

dal maledetto giorno in cui

tre volte scioccamente ti ho lasciato.

Per questo non mi piace il carnevale,

perché ci penso ancora e mi fa male.

 

21 Febbraio 2023, Martedì grasso

By Poesia No Comments

Oggi è un Carnevale

molto quaresimale.

Dopo un bel viaggio in treno,

con viso assai sereno,

oggi l’Italia bella

danza la tarantella,

abile musicista,

lo zio Sam fa il tastierista.

Trucco e parrucco

lasciano di stucco,

trasformano in santi

briganti e lestofanti,

c’è una gran confusione,

ma la televisione,

materna ci cura

da ogni paura.

Santi, demoni e cori,

invasi e invasori,

neutrali pentiti,

di illusioni imbottiti,

montiamo lietamente

senza pensare a niente

sul carro della guerra…

E tutti giù per terra!

 

Quanti sogni, donna bionda, infranti!

By Poesia 2 Comments

ballerina

Ti vedo, donna bionda,

quando apro la finestra

presto, ogni mattina.

Attraversi la strada,

butti la spazzatura,

ritorni. Intanto cerchi

le chiavi nella borsetta.

Con la schiena ben dritta

e gli stivali un po’sciupati

percorri la discesa

del garage

con i piedi divaricati,

un passo un po’ da ballerina.

“Chissà se danzerà,

la mia bambina?”

ti domandi pensando

al suo tutù di carnevale

e pensarlo ti fa male.