Piazza Bornello (La speranza)

muro di piazza Bornello con bambina

Quando ancora crescevano

la felce e il sempervivum

sul muro dei miei sogni

e il muschio antico,

suonava dei miei passi

nella vecchi piazza

il ritmo cadenzato lento,

misurato sul battito di cuore

e chiara la speranza nel mattino

splendeva più del sole

e sotto ai piedi la sentivo

l’acqua di montagna

incanalata che fuggiva

fino al lavatoio per sgorgare

e il sangue dentro al corpo

era così giovane e contento

che mi pareva di scoppiare

e se mi guardavi in viso

vedevi le mie labbra rosse

in lieve movimento per cantare

una splendida canzone di silenzio.

L’età dell’oro

età dell'oro firmato

Ahi… di noi cosa resta?

Forse una canzone,

forse nemmeno quella,

una risata, una speranza,

come sole impigliato

fra i capelli, che il vento

passa e se la porta via.

Ti ricordi, amore, quando

eravamo così ubriachi

di quella grande attesa

di essere felici?  E il tempo

che avevamo! E il colore

più verde dei miei occhi

e tu che ci nuotavi dentro,

perso nel gran mare.

Nei nostri corpi snelli,

specchiati alle vetrine,

età dell’oro, onore e gloria

per noi e i nostri figli

illusi vedevamo…