Acqua alta (descrizione di un sogno)

Acqua alta

E poi quella strada strana

tutta coperta d’acqua…

Ho le gambe sommerse

il terrore di cadere

e la pace nel cuore.

Benché aneli la meta

e forse sia attesa

su una soglia di casa

e guidata per strada

dai passi di un uomo

che cammina più avanti

assieme a un bambino,

decido di tornare.

Manca poco al tramonto

e lo splendido cielo

invade i canali colando

il suo oro, il suo rosso

e il sogno d’immenso.

Ritrovare la strada

ora  è l’unico scopo.

Alzo gli occhi al cielo,

sola, vedo l’ultimo sole

e ancora una volta io spero.

A tutti i miei lettori auguro un buon solstizio d’inverno, una serena notte , per quanto lunga sia, e un ottimo inverno! Se vi va di leggere tre righe in proposito, cliccate qui 

O, vita mia, dove stai andando e fino a quando?

portatrice d'acqua

Ho un carico di sonno

e lo porto in bilico

sopra la testa

e mi pesa e mi pesa

verso la fronte

così che pian piano

mi fa chiudere gli occhi.

Però non si può,

dormire, dicevo,

perché è fuori orario,

e così non si fa.

Mi riaccomodo il cercine

d’intrecciata pazienza,

sterpi e lembi di sogni,

poi la grande stanchezza,

in perfetto equilibrio,

per non farla cadere

e, aspettando la notte,

mi rimetto in cammino,

con il collo ben dritto,

a sbirciare la meta,

oltre un monte lontano…

Buddha

Buddha con phalaenopsis

Fra tre giorni sarà un mese

che abitano con me

due Phalaenopsis.

Portano entrambe

sugli steli scuri

un’agile cascata

di farfalle bianche

incapaci di volare

se non nell’atto

finale del cadere.

Dico loro ad ogni sguardo

che mi fanno contenta

senza gridare profumi,

nel totale silenzio,

imitando di Buddha,

cui porgono omaggio

dal ripiano inferiore

della credenza di legno,

la tensione al Nirvana

che già egli contempla.

La palude di Giacomo

Palude di giacomo

Laggiù, nel tormentato

antico stagno

dove sepolti stanno

gli sfagni dei ricordi

e le torbiere antiche

dei miei nascosti affanni,

vorrei tornare, un giorno

a calpestare le malferme sponde

ed osservare con spavento i gorghi

e l’affiorare delle grasse bolle

e il loro infausto dire.

E poi cadere piano ed affogare

e ritrovare infine in fondo

il verde molle fiore algale

di quel lontano forse morto amore.