Birra amara

Birra amara

Bere la birra

per dimenticare…

Dimenticare la birra

per salvare i ricordi…

Non so cosa fare.

Infernale la vita

senza i tuoi sorsi

di freschissimo amore,

sete di ricordi,

di quest’ultima estate

di sabbia e risate di sole…

Ma che cosa ti ho fatto

per indurti a partire

e avvelenarmi la vita

da qui agli ultimi giorni?

Altrettanta l’urgenza

di dimenticare…

Portami svelto una birra,

che sia alta di spuma,

come la rabbia del mare,

che graffia gli scogli

in questo gelido inverno,

(a me è toccato restare.)

Portami svelto una birra,

prima che io muoia

lungo stecchito disteso

sotto questo misero tavolo

bara della mia solitudine,

portami svelto una birra,

oste della malora!

Jump, baby, jump!

la donna viola che balza nell'abisso

E poi ho deciso di accettare

il balzo nel vuoto del futuro

e questo presente destrutturato.

Mai più interagire col destino,

mai più programmare, ma buttarsi

nell’orgia spesso amara della vita.

La profezia non si può contraddire,

non si può fermare il flusso

univoco della freccia del tempo.

Io ci sono fin che ci sono e vivo

come capita, bevendo il veleno

del tempo che passa, giorno per giorno,

e qualche bicchiere di birra, almeno,

a mia discrezione e piacimento

per dimenticare questo lento

affogamento. Per la morte

non c’è né cura, né prevenzione.