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Il nemico

By Poesia 2 Comments

A te non lo racconto,

che tanto non capisci.

Lo dico alle finestre,

a questi muri chiusi,

all’antro delle notti,

graffite dalle fiere

di demoni mentali.

Io sono molto triste,

dagli alluci ai capelli,

nelle anse intestinali,

negli atri e nelle arterie,

in vene e capillari,

nelle orecchiette e reni,

nei bronchi e nei polmoni,

nelle mie proteine,

nei miei tessuti tutti,

nel vortice incessante

del trend molecolare,

nel codice genetico

che rischia di sbagliare.

Io sono un animale

che fiuta un grande male

però non trova tane,

né strade per scappare,

essendo il suo nemico

del tutto senza odore,

più piccolo di un seme,

del polline di un tiglio

più zitto della morte,

che tanto è il suo compare.

 

Il balzo della tigre

By Poesia One Comment

tigrizzazione-dellio

Il mio animale?

Sempre stata la tigre

per la faccia beffarda,

per lo sguardo che irride

e per gli occhi a fessura

che non hanno paura,

col ruggito potente

e il coraggio che preme.

Col passare degli anni

io non sono diventata

una fiera spelacchiata

tristemente anziana

che vaga da sola nella savana…

Sono sempre stata buona,

con la zampa disarmata

e l’artiglio retratto

come quello di un gattino

nel cuscino del perdono,

ma, potente e ben nutrita,

il mio olfatto è ancora buono,

la mia vista vi perfora

miei nemici spudorati,

che attentate alla mia tana!

Nove mesi e mai morire (il mio segno)

By Poesia 2 Comments

scorpione firmato

Già sistemato.

Quando finirà settembre,

la gravidanza dell’anno

partorirà l’autunno

grinzoso di vecchiaia

più che di immaturità

fetale e a novembre

nascerò io, animale

melanconico e mortale

che  solifugo risorge

dalla resilienza scorpionale.

Notti col gatto

By Poesia No Comments

il gatto di notte con luna

Correvo sulla riva,

quasi spezzando

pozzanghere di luna e mare

e tu, reso inquieto

dal mio sparire,

nascosto dietro la tua enorme

maschera di gatto,

solo con gli occhi

mi sorridevi.

Oh, ti piaceva sentire col corpo

l’umido della sabbia,

come un animale.

Non volevi nemmeno

fare all’amore.

Quieto, mi accarezzavi i capelli,

che io portavo lunghi,

fino a farmi star male

e ti piaceva rinunciare.

A volte, anche il tuo desiderio

si metteva a gridare,

quasi spiacevole,

come un animale,

e solo allora, più che mai gatto,

anche nel corpo piatto,

accettavi il mio amore.

L’unica tua passione vera:

Corteggiare la morte da vicino

ed imitarla,

fino a dormire, per prova,

sulla spiaggia nuda,

coperto solo

dal vento della sera.

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