Una lonza leggiera e presta molto

By | Messaggio ai lettori, Poesia | 7 Comments

La lonza e il caprifoglio

Nello zoo di bestie infernali,

la mia preferita sei tu,

amabilissima lussuria,

madre di tutte le carezze,

ritorno all’ Eden primordiale.

Quanto è bello peccare

senza   fare del male!

Aspettando che fiorisca

odoroso il caprifoglio

sul mutevole turgore

delle dune,

tu ti insinui  scivolando

fra le coltri, per l’amore

senza legge né stagione.

Avviso: Carissimi lettori,  per qualche giorno potrei essere meno presente, perché sarò impegnata a “ripulire” il mio fedele computer, per renderlo di nuovo agile come era un tempo. A prestissimo!

Il mare come stasera

By | Poesia | 6 Comments

vinoso mare

Mare vinoso mare,

diceva bene Omero,

quel vino spesso e brusco

che poi non vedi il fondo

e affoghi nel bicchiere.

Bere vorrei il colore,

quando io penso al blu

e invece è quasi nero

col porpora e coll’oro.

Chissà com’è il sapore…

Di sangue, vita e amore

e questa ostinazione

del nascere e morire

…Intanto si fa sera.

Aurora sul mare

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Aurora

Voglio dipingere

un’aurora infuocata astratta

com’è dentro il mio cuore,

colante lava densa scura

sulla vena fusa del dolore

ed il suo vano andare

verso il seno amaro grande

e il mugghiar del mare.

Gloria e rovina e amore,

rocce in autocombustione,

lembi di cielo nero e oro,

trionfo ed abiezione,

una pianeta viola stesa

in aria, gran celebrazione,

morte, oblio, resurrezione.

La terrazza a tasca

By | Poesia | No Comments

nebbia

Graziosa foschia

di una terrazza a tasca

che cerca luce

fra le tegole smosse,

emblema di speranza,

il nord che non si arrende…

Amami adesso,

in quest’alba di gesso

che trattiene la notte

sull’ali cinerine,

amami, mio vecchio,

sul letto claustrale

che geme astinenza

dalle durissime molle,

rinnova le nozze

di Filemone e Bauci

nell’infausta pianura

dei giorni più freddi…

È un hotel di passaggio,

un’ incrocio di strade,

il tempo, l’amore,

la meta, l’andare…

Birra amara

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Birra amara

Bere la birra

per dimenticare…

Dimenticare la birra

per salvare i ricordi…

Non so cosa fare.

Infernale la vita

senza i tuoi sorsi

di freschissimo amore,

sete di ricordi,

di quest’ultima estate

di sabbia e risate di sole…

Ma che cosa ti ho fatto

per indurti a partire

e avvelenarmi la vita

da qui agli ultimi giorni?

Altrettanta l’urgenza

di dimenticare…

Portami svelto una birra,

che sia alta di spuma,

come la rabbia del mare,

che graffia gli scogli

in questo gelido inverno,

(a me è toccato restare.)

Portami svelto una birra,

prima che io muoia

lungo stecchito disteso

sotto questo misero tavolo

bara della mia solitudine,

portami svelto una birra,

oste della malora!

Ballare fu bello

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Bello danzar

Non è possibile

il ritorno al passato.

Lo sai che ho il senno stanco

e facilmente mi disoriento,

eppure sei tornato.

Tu, musicista disperato

che suoni un solo pezzo,

ogni anno migliorato,

non dovresti farmi questo,

illudermi che il tempo

da noi si sia fermato.

Smetti di suonare

besame mucho

specialmente sotto Natale

quando tutta la gente

ti viene a ascoltare

e ti regala un soldino,

sperando che il sogno

si sia infine avverato

e quest’orribile anno

non sia mai cominciato.

Dovresti capire in fretta

che non mi fa bene

nutrire i due mostri

che porto attaccati

ai capezzoli del cuore,

la nostalgia e il rimpianto,

con questo allattamento

di sdolcinata passione,

le stesse arie dei giorni

in cui  ballare fu bello

e così dolce l’amore…

L’ora rosa

By | Poesia | No Comments

L'ora rosa

Sai come mi piace

il tramonto quando è rosa

e tutte in rosa

trascolora le cose…

Il cuore nel costato

è una piccola cosa

oppressa dal bello

e dall’orrore

in eguale misura…

Come un fantasma

mi aggiro per la  casa

seminando di me

più di quello che pensi

a impregnarla d’amore.

Ragazzo mio, danzando…

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Riccardo

Amo l’averti amato,

e ho caro assai l’amarti,

il tempo ha cambiato voce

ai suoni dell’amore,

le danze sono lente

e le mie vesti chiare

non sono più le stesse,

ma  tu sei il mio ragazzo,

adesso più di allora…

Un ferragosto

By | Poesia | 4 Comments

Bucato a Montenero

Il giorno si allarga

per pennelli di cielo

di un grande pittore.

Il mattino fu fresco,

come il dolce respiro

dei tuoi tre  bambini,

e capelli di sole

color chiaro lino,

poi sempre più caldo,

come  un tempo l’amore,

ma non faticoso,

per carezze di vento

e la pelle che ride.

È un bel pomeriggio,

tu stendi il bucato

e a un tratto capisci

che questa tua estate

non vuole morire.