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Di queste nostre ore

By Poesia One Comment

Volge il giorno alla sera

e l’inesorabile sera

volge alla notte.

Non chiediamoci lo scopo,

né che cosa resta,

di queste nostre ore.

Abbiamo fatto tutto

ciò che l’inestricabile nodo

del destino con il caso

ci ha concesso di fare,

e, finché è durato, è stato reale.

Questa dunque è la vita

che si scontra amara e dura

contro la cortina delle stelle

e il nostro vizio di sognare.

Oh, se sarà bello, più tardi

lasciarci ingannare e sognare

così benignamente stolti

da parerci tutto vero!

 

Ancora una volta, per illustrare la mia poesia, ho usato una fotografia di Paolo Scarpellini, scegliendola fra quelle che fermano istanti diversi del giorno sulla stessa passerella di legno che corre verso il mare. 

Cicoria da strada

By Poesia 2 Comments

Cichorium intybus, sdraiata nel mio azzurro,

infitta nella terra, sopravvivo. Sono forte.

Sopravvivo agli anni. Sopravvivo ai danni,

alla povertà d’amore che di sete mi fa

spasimare. Ma a che vale? Sono talmente bella,

che la mia povertà ben si cela nella veste

da due lire del mercato. Perché so di cielo,

talmente, che la gente pensa che non mi manchi

proprio niente. E mi lascia troppo sola con tre sogni

così stravecchi che oramai non me ne importa,

se non li posso realizzare. Così, nella sabbiosa estate

in riva al mare, impolverata me ne resto ad aspettare

che malgrado me , che non vorrei, finisca l’estate,

questa, come quella che se n’è già andata,

che, malgrado me, finisca la vita. Tutti sanno

che sono molto, molto amara. Ciò che mi rende amara

è la mia stessa risata. Perché mi è duro sopportare

di essere invidiata. Che cosa c’è di tanto appetitoso,

infatti,  nella dura scorza di una cicoria da strada?