Inutilmente

By | Poesia | No Comments

Scandita da te,

dai tuoi umori,

dalle tue dita d’acqua

che bagnan le mie dita,

dall’ inutilità del dire

sempre evitando il fare,

così scandita,

scorre la rena amorfa

che un tempo fu la vita.

Vacanze

By | Poesia | 18 Comments

Nessuna idea

sul tempo che mancava

alla fine dell’estate.

Godevo di quei giorni

verdi e d’oro

e del sonno nel silenzio

della notte montana.

Ero bambina,

erano le vacanze.

Ah, cosa darei

per quella sospensione

così simile all’eterno

adesso che son grande!

Sabato sera con Tamara

By | Poesia | No Comments

Aspettando

che squilli la vita,

forse una tua telefonata,

o forse le cugine,

me ne sto a spiare

il passeggio dalla finestra,

parcheggiata sul divano,

come l’auto nuova

nel garage lontano,

a preservare di me

quel poco che resta,

impolverata.

Zampettio di zampe

di gallina  sulla faccia,

fingo sia l’arguzia

a darmi l’espressione

interessante,

mentre il tempo passa,

dalla mattina alla sera,

con la gloria mesta

del tramonto e il canto

sciocco dei gabbiani

sopra la testa.

Anima Mundi

By | Poesia | No Comments

Tutta quest’anima malata,

gonfia di rabbia 

e verde invidia

abita il tempo

del qui e ora

del povero mondo

che noi siamo. 

Non so come sia accaduto

né quando, 

ma la contaminazione 

è grande.

E naufraga ogni giorno,

arpionando la sabbia 

con unghie disperate, 

la redenzione, 

vinta dai naufragi

e dall’indifferenza

alla morte dell’innocente.

Metamorfosi liutaia

By | Poesia | 4 Comments

Vorrei diventare

una viola da gamba

per raccontare

la vita com’è.

Quando era il tempo

dei giovani amori

tutti i miei strazi

affidai al violino.

Quanto stridenti

le grida e i lamenti!

Come lame di luna

fendevano il cuore.

Poi ci fu un giorno

in cui il violoncello

mi violentò il corpo

con passione carnale.

Tutto di me

fu fremito e gioia,

tutto di me

fu gemito e dono

sempre accordato

al pulsare del sangue

e del mio cuore

col cuore compagno.

Però, con il tempo,

la voce è mutata,

e tutto il mio essere

ha cavità fonde

dove rimbomba

scura e sicura,

querula a volte,

la voce di viola,

a ribadire

in canoni grandi

le prove e i dolori

e quanto  sia immensa

in ogni respiro

la voglia di vivere

e vivere ancora…

 

 

Deificazione (piccolo esercizio di poesia cortese)

By | Poesia | No Comments

Per quanto averti

sia impossibile,

piccola chimera

dei miei sogni,

io vorrò darti

motivo di amarmi.

Io ti darò l’Oriente

di albe perfette

e tutti quei cieli

che porto nel cuore.

Tutti i miei giorni

il mio primo pensiero

sarà il tuo viso,

sei tu il mio sole.

Io coglierò i fiori

che sotto ai tuoi piedi

genera terra

al sentirti passare.

Ti darò il gelo

del mio ultimo inverno,

ti darò il fuoco

che accendi nel cuore.

Ti darò il tempo

di ogni respiro,

da quando ti vidi

all’ ultimo giorno,

ti darò il sempre

che ti fa eterna,

perché eterno

è l’amore che provo.

Alle fonti dell’Elf

By | Poesia | 5 Comments

Apre specchi nel bosco

il tuo salto infantile,

o mio Elvo incantato

che lassù, alle tue fonti

ti disveli in segreto.

Fanciullino tu resti,

basta solo salire

per spiare i tuoi giochi

che divengono sempre,

ogni anno più nuovi,

ogni giorno diversi.

Ma io no, io mi invecchio,

non esiste l’ascesa

nel cammino del tempo,

solo un lento fluire

all’eterno del mare.

L’immagine che illustra la mia poesia è una fotografia di  Roberto Munarin, che ringrazio di cuore per avermene concesso l’utilizzo.

Gloria perpendicolare

By | Poesia | No Comments

Un cielo color alba

si riversa dai tetti

nella mia cucina.

Talmente denso

è l’azzurro

che parrebbe il segno

di un pennello intinto

in un’acquasantiera

divina.

E la luna, oh la luna

quanto mi delizia

prima di sparire

nel’ anonimo pallore

di una giornata

di sole!

Io non ho la forza,

non sempre, almeno,

di gioire malgrado me

e quegli uccelli neri

nel nido del mio cuore,

ma oggi mi avvinghio

all’ascesa del sole

e a Stonehenge

mi faccio trasportare.

Qui la druidica fronte

mi farò ferire

dal raggio

della trilitica porta

nella sua gloria

perpendicolare.

Alba del solstizio d’estate, 21 Giugno 2019

Dai tetti

By | Poesia | No Comments

Mancava un giorno

alla luna fragola

e il caldo di Venezia

mi era scoppiato dentro

fragoroso.

Tutto era sospeso,

dentro e fuori  di me,

come il fiato della luna

ed avrei pianto di paura.

Perché mi faceva male,

amore, vedere, come un dio,

tutto dall’alto,

ma non sapere niente

del futuro.