Skip to main content

Gita allo scolmatore

By Poesia One Comment

Potei scrivere con l’acqua dello scolmatore

per quanto era verde e densa di colore…

E s’apriva l’ala dell’airone a carezzare il fiore

di cui non m’importava il nome,

solo il profumo che sentiva il cuore.

…E le canne e il canale e il piccolo ponte

da non attraversare. Ma io con un gran salto

sarei voluta entrare in quel bel mondo

dove il tempo si fa palude e lento fango

per non dovere, noi, morire un giorno.

 

Mezzogiorno

By Poesia 2 Comments

 

Suona il mezzogiorno

sui prati della vita

dove scuote il capo

la dolce margherita

e dove l’ape ronza

la cantica infinita,

dove il torrente culla

i sogni dei girini

posando l’onda lenta

su sabbie d’ori fini,

dove la bimba salta

fra i sassi coi piedini

e porta nel grembo casto

il figlio dei suoi destini.

 

 

Fame d’aria

By Poesia No Comments

Dormi dormi, bel bambino,

canta l’angelo divino.

Sotto, una marmotta

mi scava la fossa,

il canale gloglotta.

Il delirio mi raddoppia la gola,

bere in condivisione

diventa un’ossessione.

Amaritudine…

Precocità dell’atto …

Sto per morire?

Una cuffia di marmo

mi tappa le orecchie,

aspettando le sette…

 

Castità

By Poesia No Comments

Io conservo fra le mani

due o tre perle di respiro

da cacciare fra le pieghe

della notte in consunzione

e il mio capo a ciondolare

disperato sul cuscino,

derelitti il ventre e il seno,

pur ardendo antiche braci

già confuse negli albori

di un chiarissimo mattino.

 

20 marzo 2024 Equinozio di Primavera

By Poesia No Comments

Corro nei prati teneri

di verde primavera,

saltabeccante pecora,

illusa fino a sera

e grido al cielo chiuso,

nel suo silenzio freddo,

che tornerà l’amore

e spero con chi spera.

Belo poesie dolciastre

e intanto mangio primule,

perché per l’equinozio

è consentito illudersi,

bere un po’ più del solito,

veder la vita in rosa.

 

Buona Primavera a tutti!

 

Angelo grigio

By Poesia No Comments

Sfilacciandosi le ali

di un angelo grigio

sopra un tramonto inusuale

venne il momento inaspettato

di inchiodarci per i polsi

al nostro amore.

Gememmo talvolta di piacere

e per chissà quanti altri giorni

di dolore,

bagnando poi la pioggia

ogni ricordo ed ogni errore.

 

La qualità dell’aria

By Poesia One Comment

Non comprare al mio paese

una casa per investire quattrini.

Sei e sarai un profanatore d’aria,

solo noi possediamo i nostri respiri

e l’aria ce li conserva. Lei ci aspetta,

dal fondovalle, alle cime, al cimitero

e quando torniamo ce li rende in dono.

Tu moriresti asfissiato. Io l’annuso in sogno.

C’è l’aria di fricc e di tomino fresca,

l’aria di latte appena munto che scende

in un gorgo bianco azzurro dal bidone

al catino in latteria e poi, sul cuore,

il sorso mio di crema, dosatore e pentolino,

tramontando il sole sull’odore di stalla

di un bambino, che tornerà in cascina

con i soldini in tasca, le gambe in corsa

e sui capelli qualche vecchio bacio

della mamma, che si sente ancora.

Dio, come vorrei quel sole basso della piazza

e dire: “Ancora, ancora, ancora!”

Sarà veleno per te il fieno delle corse

dietro ai declivi delle vecchie scuole,

smorzando degli zoccoli il rumore

di una pazza metamorfosi d’equino

e genziane e ranuncoli a seccare,

gocciolando la fontana bruna

un mormorio muschioso per educazione,

perché la troppa gioia fa rumore.

Ma non ti accoglierà, quell’aria lì,

non ti appartiene, non puoi farci niente,

perché non è gratis e non si può comprare.

 

Ferrata

By Poesia No Comments

Far l’amore in parete

fu speciale,

dei nostri corpi nudo

l’essenziale

condividendo l’estasi

e l’orrore,

con ali d’aquila a sfiorare

il grido eterizzante

del piacere.

Ascendemmo alla cima

quasi in volo,

discendemmo

librandoci nel cielo

legati all’arpeggio

di un vento musicale

e amaro non ci fu

toccare il suolo.