Lamentazione di un dio quadrupede infelice

centauro in lutto

Ah, questa eternità che non finisce

e i limiti dei mondo così angusti

per contenere tutto il mio dolore

e la mancata immunità

da questo grande amore

che mi ha spaccato dentro

come un misero animale,

quando tu, mia fragile mortale,

mi sei spirata fra le braccia

e hai spento il sole

ed ogni mia motivazione

a galoppare in lungo e in largo

ere e giorni, eventi e spazi

di questo inutile universo

che suona vuoto di ogni senso

e mi ritorce contro

la mia insensata smania di creare!

La pietà del cielo

L'espansione

Stanotte volevo evadere con forza

dal mio cielo falso di cartone,

trascendere pareti e muri neri,

aprire le mie braccia oltre l’insonnia

che mi legava il corpo al letto

e all’ossessione losca dei pensieri.

Stanotte mi volevo ri-Creare,

l’anima com’era e un corpo siderale

e mi vedevo spalancare l’ali

a toccare, non so dove, quando e quanto

l’universo e la pietà di un grande cielo.

Orizzonte placato

orizzonte-placato

Accorgersi un giorno

che il mondo è rotondo

è una bella sensazione

perché un fatto è saperlo

ed un fatto è vederlo

per quell’arco di curva

che un pennello di vento

ridisegna nel cielo

ed è intinto nel blu

dell’eterno universo.

Sotto, il mare sdraiato

smetterà di agitarsi,

orizzonte placato…

Simmetricamente

la-simmetria-del-tempo-universale

Oh come sarebbe bella

la simmetria del tempo

così da poter tornare

e che quello che fu rotto

si potesse aggiustare,

oh come sarebbe bella

la rarefazione

in perfetto equilibrio

con la continuità

della creazione,

così che l’infinito

avesse un senso

e che l’universo

quasi vuoto

e quasi peno

fosse perfettibile

e perfetto insieme!

Kochab

Tristestelladietroallesbarre

Come una madonna medievale

chiusa nel manto del dolore,

come una stella prigioniera

in un cielo di algido splendore,

mi libro solitaria e triste,

privata della gloria e dell’onore,

indifferente l’universo tutto

al mio lungo lamento in agonia.

Come un seno di balia denutrita,

il mio sguardo resta asciutto,

le lacrime seccate dall’orrore,

nemmeno il mio pianto testimone.

Un effimero istante

ragazza mia nell'ansia

Ma quanto tempo ci vuole

per sistemare le cose…

Certe ore che tessono

un drappo di eterno

come il manto che copre

l’intero universo

e  piccole cose

vi galleggiano dentro:

la telefonata per strada,

una crisi di pianto,

il sudore alla fronte,

le attese, il rimpianto,

il tuo viso da elfo

che si fa bianco bianco,

tutto quasi per niente:

Un effimero istante

in cui fummo felici

e sorrisi di stelle

anni luce distanti

e già morte, ma belle.

 

Onde gravitazionali

Propagazione

Che ci fosse

una musica energetica

dell’universo,

come gli dei,

già lo sapevo.

Come gli dei,

la sentivo

col corpo

e col cuore

ed essendo mortale

quasi ne morivo.

Già da tempo

col loro linguaggio

la nominavo

e, quasi morendo,

io la cantavo.

Musica estrema,

spartito grande

di ogni evento ,

di tutto l’amore,

fin dal primo

atto creativo,

ma anche

di ogni morte,

arpeggio

e battimento

di ogni violenta

carezza con cui

ciò che è

fu concepito,

di ogni lacerante

grido materno

per la nascita

o morte di un figlio.

Mai sarà dato

conoscerla intera

fino al giorno

del compimento

e della riunione,

quando il Tutto

ritornerà in se stesso

mai morendo.