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Dopo San Valentino

By Poesia 2 Comments

Mi chiedono ancora

di scrivere d’amore…

Io mi guardo le mani,

così macchiate dell’inchiostro

della condivisione, che paiono sporche

e rattrappite se ne stanno,

senza più donare.

E poi c’è questa polvere di mummia,

che mi affanna il morto cuore.

Se lo scuoto, il cuore, fa un bel suono,

come di pioggia, come uno scroscio.

Ma il sangue vi scorre silenzioso,

non partecipando, ahimè,

dell’umore caldo di altro cuore.

Accarezzo distratta i tuoi casti capelli

di bambola vecchia, che so bianchi,

ti massaggio i palindromi dolori,

che rincorro con le mani

e ti addormento e tu rimani…

 

Delirium (uscita dal solco)

By Poesia 5 Comments

delirium in rosso

Arrivato è il suono

dell’autobus da sotto,

quattro piani fa,

per essere precisi.

Sono le nove

ante meridiem

e ho preso la febbre,

così tengo il cielo

fuori da me.

Sono isolata

nella mia solitudine

nell’inutile mondo

delle cose importanti,

i piatti, i bicchieri,

la lavastoviglie,

le pareti coi quadri,

il bucato da fare.

Rorida prigioniera

di tosse e di brividi

penso alla gente

che chissà dove va…

Colazione con Pinocchio

By Poesia 2 Comments

Pinocchio a colazione

Come un biscotto al burro la mattina

mi è rimasta indigesta la tua assenza.

Il corpo c’era, ma di un burattino

con le orecchie  imperforate in legno

così inadatte a percepire il suono.

Vernice rossa tingeva la tua bocca

a simular  parole che non volevi dire

e i baci tondi che non potevi dare.

Una zuppa di latte e crusca scura

cibava la tua fame di fine segatura.

Mentre scolpivo affannate parole

con cellulosa di densa paura,

diluendo col te l’amara saliva

di povera fata che parla da sola,

chiesi  mesta alle spoglie  del grillo

se t’avesse  Geppetto nel gracile petto

scavato con cura il posto del cuore.