La primavera di Carlo

Il bacio

Un giorno mi baciasti

con la tua bocca impura,

trovasti una bambina,

il fragile stupore,

l’ostilità dei denti chiusi

a tutto quel piacere…

Portavi i calzini bianchi,

forse a quel tempo usava,

occhiali grossi spessi,

lo sguardo da ingegnere,

paziente intelligenza,

difficile da dire…

E mi cantasti “Zingara”

storpiando le parole,

credo per farmi ridere

e farti perdonare.

E c’era l’erba in fiore,

lassù sulla collina,

lontano, muto, il mare

ed il silenzio spesso,

canti di  vento australe.

Faceva quasi caldo,

avevo le guance rosa,

morivo di paura

e qualcos’altro ancora.

Poi tu te ne andasti,

non lo trovasti il tempo

per insegnarmi a amare…

Loose watercolor (ritratto)

Acquerellosprint

L’anima intinta

nell’acquerello,

colore sperso,

è il tuo pennello.

Pino marittimo

intirizzito,

sveglio

un po’ presto,

sorpreso dal vento

nel primo mattino.

Ribelle assopito,

randagio stanziale,

legato da solo

al ritmo esistenziale,

sgrani gli occhi,

pittore,

sulla tua palude

interiore, verdastra,

pieno di stupore.

 

Nota: acquerello di Riccardo Scarpellini