Marcia nuziale

la sposa di Niki

Processione di panche

accompagna la sposa

umidìta qua e là

da una pioggia emotiva.

Il silenzio dei fiori

già la opprime di odore…

Questo dunque è l’amore,

un bouquet di promesse

e speranze recise?

L’ immagine che illustra la poesia è una mia elaborazione di una foto che  molti anni fa, durante una visita al  Centre Pompidou, scattai all’ opera “La mariée” dell’artista Niki de Saint Phalle (1930 – 2002)

 

 

Preghiera del mattino

Eos del vaso

Alba, alba divina

che, quando è l’ora,

ti mostri più scura

della sera più nera,

poi, emorragicamente,

per un fendente di spada

inizi a sanguinare

da oriente

facendo sgorgare nel cielo

un fiume lattescente

e, anemicamente,

senza pudore

ti strusci alle case

fugando dai muri

del sonno il languore

mentre la notte muore

e la tua veste, perdendo

il candore verginale,

si inzuppa del sangue

nuziale, sposa del sole,

quando passi di qui,

ormai donna pietosa

del destino mortale,

dispensa l’amore

alla nuova dimora

e fuga per sempre,

stendendo la mano

dalle dita di rosa,

la rabbia, la lite,

l’odiosa discordia

e la vile paura…

Ascolta, o luminosa,

la mia pura preghiera!

 

Autofagia

Effetto cateringtre

Poco invitante

il buffet dei rimpianti

e io che ci vado

Manto nero anni ottanta

con spalle da mongolfiera

che mi fanno volare

e sotto, ben allacciata,

camicia di seta artificiale

che mi costringe a sudare.

Accaldata mi accalco

al tavolone sbilenco,

piatto di carta in mano

usato, lavato, riciclato

per sempre.

La forchetta sdentata

di plastica bianca

artiglio indecente

mi deturpa la mano.

Non mi privo di niente.

La musica stride

da un long playing lesionato

dalla puntina di diamante.

Si ripete e si ripete.

Righe di formiche nere

assediano ordinatamente

un ineffabile cous cous

di lacrime vere,

le sprecate primavere.

Poco lontano

nuota un sushi sfatto

sul mare di un sogno

non più intatto,

il mio professore,

l’Amore…

La tartina rosa innocente

del primo languore

posata sul sandwich

di un gioco da grandi

da dimenticare.

Una farfalla di burro

tenta di volare pesantemente.

Più indigesto di ogni cosa

il meringato alla panna

di un tarmato, negato

abito da sposa impiccato,

tremante…

Niente da bere

per dimenticare.

E poi c’è un carnevale

criminale,

frittelle di fiele

ancora e ancora

amaro l’ amore…

E non aver mai più

la voglia di danzare.