Ballare fu bello

Bello danzar

Non è possibile

il ritorno al passato.

Lo sai che ho il senno stanco

e facilmente mi disoriento,

eppure sei tornato.

Tu, musicista disperato

che suoni un solo pezzo,

ogni anno migliorato,

non dovresti farmi questo,

illudermi che il tempo

da noi si sia fermato.

Smetti di suonare

besame mucho

specialmente sotto Natale

quando tutta la gente

ti viene a ascoltare

e ti regala un soldino,

sperando che il sogno

si sia infine avverato

e quest’orribile anno

non sia mai cominciato.

Dovresti capire in fretta

che non mi fa bene

nutrire i due mostri

che porto attaccati

ai capezzoli del cuore,

la nostalgia e il rimpianto,

con questo allattamento

di sdolcinata passione,

le stesse arie dei giorni

in cui  ballare fu bello

e così dolce l’amore…

Linea diretta

foglia di vite

La foglia di vite

in ceramica,

degli anni cinquanta,

dici che rientra

nell’asse ereditario?

Voglio aprire gli occhi,

prima che sia tardi,

e, di tutto il ciarpame,

che pure mi è caro,

le cose più belle

soltanto donarti

e, se solo potessi,

per senno e per anni,

lasciarti, di me

la miglior parte!