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La buona masca

By Poesia 12 Comments

 

Io sono buonissima,

non credo in niente

e in nessun potere

e, quando la sera

non ero sicura

che il caso soltanto

muovesse le sfere,

mi alleavo col bene.

Ma ora, miei cari,

vorrei essere masca

e avere il potere

di fare vedere

con lo specchio del vero

a chi fa del male

i vermi striscianti

dentro il suo cuore

e le immonde lordure

che gli insozzano l’anima

rendendola scura

e assai greve di odore

Vorrei che chinandosi,

lambito dal lago,

in cerca del fresco

ristoro e sollievo,

vedesse il suo volto

deforme e maligno

provando un orrore

così distruttivo

da farlo fuggire

in un luogo lontano

a mangiare radici,

remoto dal mondo,

evitato persino

dai branchi di lupi,

spargendo all’intorno

i brani di lebbra

che gli disfano il corpo,

pur sembrando ancor bello

ai molti suoi pari…

 

 

Non troppo!

By Poesia 4 Comments

Bagnami le radici,

che non sanno

quando sarà

il tempo di bere.

Io mi affido a te,

come l’anthurium

nel vaso rosso,

timoroso del sole…

Quante orchidee,

da noi, sono morte

di incolpevole boria?

Troppo belle, troppo accudite,

ammirate e non capite,

pur adorate

nella schiavitù padronale.

Resta solo

quella ostinata sfacciata

che non dà fiore, ma foglia,

che tu bagni con estrema,

quasi crudele, parsimonia.

Aspettando tempi migliori.

Così fai con me,

vecchio mio amante saggio!

Dammi poca speranza,

quel tanto che basta,

così, credi a me,

vecchio amante saggio,

non affogo nel dolore,

né appassisco di gioia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La palizzata lungo la duna a primavera (la morte e la vita)

By Poesia 5 Comments

duna col rosa

La duna si è offerta

ai venti fecondi

e  ai connubi d’amore

graffiati dal mare.

Ritorna la vita

fra la sabbia salata,

di rosa, di giallo

si è rivestita.

Eppure c’è un legno

che, per quanto si affanni,

per quanto sospiri,

non prude di  gemme,

né arde di fiori,

né manda radici

a suggere umori…

Radici

By Poesia 2 Comments

mangroviatre

Non è stato possibile restare.

Estirpata, ho pianto tanto.

Raccolti nel prato del dolore

pezzi di radice in qualche modo

vivi e ancora in grado di nutrire,

da allora porto nel mio cuore

e camminando sulle mie ferite

sogno a volte di tornare…