Insonnia

vetri e origami

Onirici tormenti

decorano la notte

di ali di farfalla

e vetro cattedrale

e trapani di pioggia

perforano  le orecchie

vibranti dei cristalli

di un brindisi fatale

sofficità del letto

silente mi divora

estrude la mia carne

in danze decomposte

e rivoli d’angoscia.

Come una sposa morta

io stringo nelle mani

un putrido origami

di fiori non fioriti,

lo stanco mio domani

che sboccerà ubbidiente

lungo le pieghe certe

segnate dal destino.

Equinozio di primavera 2018

Kukulkan

Kukulkan striscia
con le tue sacre spire
appari al sole

Suona il tuo tempio
dei canti degli uccelli
è primavera

In questo giorno
è tornata la vita
sacro equinozio

Per celebrare il primo giorno di primavera, dedico questa mia catena di tre Haiku alla memoria del dio Maya Kukulkan, (letteralmente “serpente piumato”) la cui ombra, in occasione dei due equinozi, evocata dal sole, striscia per alcuni istanti lungo la parete nord della splendida piramide anticamente eretta in suo onore, ora nota come El Castillo, sita nella località archeologica di Chichén Itzá (penisola dello Yucatan, Messico).
Il monumento è noto anche per i suoi effetti sonori: salendo i gradini si sente un rumore di pioggia, mentre, battendo le mani, si odono canti di uccelli (e a questo curioso fatto allude il secondo haiku.)

Buona primavera a tutti!

Il parto

Il parto

Dal gran fornice osceno,

partorisce i suoi mostri

il beffardo desino.

Premia a caso o punisce

senza merito o colpa

chi gli accoglie il puttino.

Non pensarci. Da adesso,

lascia scorrere i giorni…

Annaffiandoli d’’oro,

tutti questi dolori,

sai, la pioggia del tempo

li trasforma in ricordi,

in sospiri gli amori.

Alba in casa

Il gabbiano

Cromatismi esposti

di un’alba artificiale…

Dio, come mi manca

di poterti amare!

Un gabbiano intanto,

sentinella del grigio,

si riposa sul tetto

dal dover volare…

Fuori il gelido inverno

si colora di pioggia,

ma la casa ripara

e consuma i ricordi

in oppiacei piaceri

e tepori tranquilli,

falsa, onesta, virtuosa.

Haiku

nero di pioggia firmato

Gocce di pioggia

sopra il nero del cuore

fresche speranze

 

Poesia

Non troppa!

gocce di pioggia sul mio viso

Rotola rintocchi

la campana della chiesa

in anelli di foschia,

ristagni di speranza

in questo cielo nero,

sembra una sera d’inverno

ma è mattina.

Si coagula il respiro,

ed è preghiera:

Che cada la pioggia

a dissetar la vita mia,

amen amen e così sia!

Stagioni

Ibisco

Io dissi:

“Finalmente le rose!”

E fu primavera,

un sospiro di vento,

la pioggia più dolce,

e la speranza,

breve a fiorire,

petali sul cuore…

Poi dissi,

affacciata alla notte:

“Come è calda

la sera!”

Ed ecco l’estate

che brucia da sola,

per l’incapacità

di commozione,

e l’aridità del cielo.

Non piove,

riarso è il giardino,

le crepe sul cuore,

il viola dell’ibiscus,

fiore da funerale…

Rotatoria

crashtest

Tu guidi muto

come un manichino

del crash test.

Oscilla la testa

non si sa se dici sì

o dici di no.

La malagevole strada

ci rimanda a secchiate

quel che cade dal cielo.

Perché piove forte,

sordo il tempo all’urlo

dei  tergicristallo

e alla loro usura.

Non c’è la possono fare.

Il cielo è così nero…

Come un branco di lupi

si avventa

a sfiancare d’acqua

il ventre scarno

della collina.

Ah, poter fuggire la noia!

Datemi una rotatoria,

voglio cambiare strada,

vita, tempo, dimensione.