Skip to main content

Martedì Grasso

By Poesia No Comments

È poco che è finito l’anno,

fugge febbraio,

finisce il Carnevale.

Che ridere mi fa

che dentro il mio cuore

(per farne che?)

vorrei che durasse

fino a fine mese.

Mi vorrei divertire,

riscattare i miei anni,

riscattare me stessa,

il mio essere buona,

come quando, bambina,

mi pentivo, anche tanto,

dei peccati non fatti

e prendevo le ceneri,

rassegnata al mio ruolo.

Una vita non vita

oramai mi incatena.

Benché io mi senta

sia viva, sia donna,

mostro il volto depresso

di un’immagine sacra,

con il cuore trafitto

da mille dolori

ed il noli me tangere

scritto in mezzo alla fronte.

Sì, mi vesto in gran fretta

da damina o da fata

e, ascoltando musica antica,

(soprattutto i Pink Floyd,)

io mi ballo sul cuore

e rivedo voi tutti,

miei amanti mancati

e ci sei anche tu,

caro il mio professore!

 

A volte in sogno tornano…

By Poesia One Comment

 

Dedico queste due composizioni alla mia bisnonna materna, Marcella Ceresa,  la prima è stata ispirata da un recentissimo sogno, la seconda, un gioco linguistico, ne è la figlia naturale.

 

Seren sarà

 

Che tramonto ci fu

ieri sera!

lo vedevo

dilaniato dai tetti,

ma era bello,

era bello lo stesso…

Stanotte ho evocato

un fantasma, la bisnonna

dai tempi già andati.

Ho invitato al mio tè

questa notte

Marcellina Ceresa

e i miei cari.

Nonna Lina è venuta per me,

e ha accolto

su di sé i miei peccati.

Ed un Cristo

a mezz’aria ha sorriso.

La sua veste

era rossa, era rosa,

come il manto de cielo

stamani.

 

A Marcella Ceresa (lipogramma in O)

 

Bisava mia negletta,

Marcella detta Lina,

appari nelle nubi

a sera e di mattina.

Trapassi la mia anima

di sguardi e di carezze,

hai veste nera e triste,

ma rechi a me speranza

di estrema luce eterna.

 

 

 

La chiesa

By Poesia, Senza categoria No Comments

Solo un blando riflesso

di chiesa sfumata

in una vetrata a specchio.

Dilavamento di sabbia e di vento

con quel tanto di pioggia,

ma solo d’inverno.

Nessun rimpianto.

Eppure, al bar qui di fronte,

con un caffè in mano,

per sorbire le ore,

che son sempre più lente

quanto più l’età avanza,

c’è una donna seduta

con l’anima in mano

che guarda e riguarda

la cupola azzurra

nella lieve prigione

di chiaro cristallo

e giochi astratti dei raggi

del sole a settembre

e si domanda

se adesso sta meglio,

che più non si stona

con inni e preghiere,

pentimenti, peccati,

perdoni e campane

per sognare l’eterno, il dopo

beato. O se era più bello

temere l’inferno

che attendere, invece.

l’istante più odiato,

quell’attimo prima

dell’essere stato.

 

 

Santa Silvia di domenica a Livorno

By Poesia 7 Comments

Non so se ancora punirmi

dì chissà quali peccati,

che credo di non aver fatto,

e riordinare i cassetti,

un brutto, ingrato lavoro,

oppure godermi l’accidia,

i miei noiosissimi ozi,

sempre in camicia da notte,

o farmi un tantino di forza,

uscire, scovare “un barrino”

aperto di festa al mattino

e andarmi a bere un caffè.

Auguri di cuore a tutte le SilviaBuon Onomastico

 

Una madre

By Poesia 2 Comments

la madre

Signore, signore, signore,

quando ti deciderai, ma quando,

a darmi un giorno di serenità,

signore?

Ogni risata pagata a caro prezzo

con la moneta di tutte più preziosa:

le lacrime di perla di mio figlio

e dentro il cuore la voglia di morire,

se solo servisse a farmi perdonare

peccati mai commessi, te lo giuro,

e in cambio da te, o sommo, avere

grande felicità per il suo cuore.