Esercizio di insonnia

insonnia firmato

Luce accesa

Mi duole il cuore,

mano aperta sul petto

per dimostrare.

Un solo occhio aperto

mi guardi dubbioso,

ciclope irritante.

Dormire, dormire!

Luce spenta

Cataratte di ragnatele

ricoprono i vasti

soffitti della stanza

(quattro metri per quattro)

luce che filtra,

persiana bilenca,

occhi stanchi.

Ovunque pendono

funamboliche funi

e drappi di insonnia

per farmi scendere

da quest’ora infame

(le tre meno un quarto)

al non tempo del sonno,

ma adesso non posso.

Vorrei amarti ancóra,

ancorarmi alla boa

del tuo abbraccio possente.

Ma la tua schiena

mi sdraia contro

un silenzio indifferente.

Il tuo respiro parlato,

molto meno di un ronfo

e poco più di un sospiro,

si lega al mio fiato

così intimamente.

Catturo il tuo braccio inerte

e me lo drappeggio intorno

ancorandomi ancóra a te,

solo io consenziente.

Così non posso fuggire,

perché, se a volte il troppo

non sembra abbastanza,

certe notti ti accorgi

che il poco basta e avanza.

Luce naturale dell’alba


 

 

 

 

 

 

Io triste non vorrei

il ritorno di faccia di luna.jpg

Io triste non vorrei

che già finisse il giorno…

Da oltre la parete

io so che tornerai

e che sarà bellissimo

e che sarà incredibile,

fin dentro la mia stanza,

faccia di luna, averti,

saperti  ritornato.

Non parlerai di te,

del viaggio ormai passato.

Dovrai baciarmi, invece,

baciarmi  ancora e tanto

in ogni punto stanco,

di anima e di carne,

per  ogni ora e tempo

in cui mi sei mancato.