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Natività nullificata

By Poesia No Comments

Nella notte nichilista

Navigano nembi neri.

Niente neve,

Nessuna nenia,

Nove nottambuli

Nella nebbia

Nuotano…

Nutrono

Nocivi nettari

Neonato nudissimo.

Nascosto nella nicchia

Nonsenso nidifica…

Nequizie nebulizzate

Necrotizzano natività.

 

Cielo di chiostra

By Poesia No Comments

Cielo di chiostra scuro,

mi chiudi come un muro.

Non trovo via di scampo

alla tragicità del tempo,

eppure stamattina,

guardando molto in alto,

vidi un gabbiano immenso

con l’ascia trasversale

dell’apertura alare

infrangere in silenzio

le lacce di quei nembi

che legano la mente,

che fermano il respiro.

Sparì in un’ascensione

quasi miracolosa,

lasciando giù stremata

la voglia di fuggire

che in me s’agita ancora,

ma teme di morire.

 

Meteorologia diagnostica di un caso complesso

By Poesia One Comment

Disdicevole sera

così grave di pioggia

da sembrare una fiera

dilaniata dal parto

su un giaciglio di nembi

ogni ora più neri.

Disdicevole sera

dei miei foschi pensieri

dopo un giorno di diagnosi

e sofismi accademici

di dottori golosi,

come mosche sul miele,

di prelievi venosi.

Disdicevole sera

dei ricordi più dolci

quando il sangue era sangue,

capriole nel cuore,

e l’amore era vita,

ah, l’amore, l’amore…

 

Il pensiero

By Poesia No Comments

 

Inerme quasi rotto il cuore

patente sui liquami dell’ora

fa imbibire le sue crepe di creta

dal grigiore ostinato del tempo,

un novembre di cracule e corvi

che fu avaro di cielo e di sole.

E così si consuma la sera,

non diversa dall’inizio del giorno,

con le sue suggestioni angolari.

Con le vesti ormai lacere d’ansia

verso spigoli acuti di muri

si suicida in eterno ritorno

il divino che c’è nel dolore

senza mai lasciarmi morire.

E mi frullano dentro gli aironi

quando grigi nel grigio dei nembi

dal canale spiccano il volo.

Non palude, non mare, non fiume,

una vena nel tempo, il pensiero.

 

Guarda, amore, come piove!

By Poesia 2 Comments

A letto

Io sorpresi le dita dell’alba

a esplorare te e me abbandonati

nel groviglio di sogni e di coperte

che ci è dolce dimora e indugio.

Poi più niente.

Perché il sole in deliquio suicida

si era avvolto in precoce sudario

e i drappi funerei dei nembi

rivestivano i passi del giorno.

Vedovile sgranarsi di ore,

già s’intride di pianto il mattino.

Orizzonte al tramonto

By Poesia 11 Comments

notte nuda abbandonata nel tramonto

Mai come in quest’ora

la notte si vela e si svela

di grigio e di azzurro

sul tenero rosa

del morbido seno,

offrendolo nudo

al bacio d’amore

dell’ultimo sole.

Ahi, quanto il pudore

di queste mie sere

ricopre di nembi,

e lacrime, spesso,

quel poco che celo

fingendo e fuggendo!