L’ora delle rondini

l'ora della rondine

Da qualche mattina

conto le rondini,

un calcolo semplice

per saperlo fra i primi:

Sì, stanno migrando,

finisce l’estate.

Quando le guardo

tuffarsi nel cielo,

a ogni alba più grigio,

e ferirlo di frecce

di ali e di gridi,

io non so mai

se quello che vedo

sarà l’ultimo volo

per me o per loro.

Panorama

Aquila

Un piccolo scorcio,

un punto di vista,

lo sai, quando una strada

si arrampica lungo un crinale

e poi dopo una curva ti fermi

e ti pare di poter vedere da lì

tutto il resto del mondo?

E c’è vento e c’è il sole

e se solo ti sporgessi

sai che potresti volare

però un poco hai paura,

anche di guardare?

Teso intanto è il giro

di un’aquila sulla tua testa

l’ala quasi ti sfiora,

così vicina alla vetta

e sai che è una mattina

perfetta e che niente

di così grande e potente

potrà mai ritornare,

riesci a immaginare?

Ecco, così è stato quel giorno

pazza incosciente

profeticamente

ho iniziato il futuro

senza sapere niente…

 

 

 

Haiku

nero di pioggia firmato

Gocce di pioggia

sopra il nero del cuore

fresche speranze

 

Poesia

Non troppa!

gocce di pioggia sul mio viso

Rotola rintocchi

la campana della chiesa

in anelli di foschia,

ristagni di speranza

in questo cielo nero,

sembra una sera d’inverno

ma è mattina.

Si coagula il respiro,

ed è preghiera:

Che cada la pioggia

a dissetar la vita mia,

amen amen e così sia!

Un piccolo gesto normale

cappuccino

A dopo bella…

la mia voce

è normale,

ma è un piccolo gesto

o il tuo sorriso

o la tua voce

che non mi da pace.

È un pochino più tardi

in questa mattina

del cappuccino

nel solito bar,

soliti noi,

solito io,

solita tu,

-questo era prima-

e ci sto ripensando

adesso e non so

che cosa è successo,

sai, la tua voce,

o quel piccolo gesto,

le spalle più strette,

o il tuo sorriso,

come una foto

di un piccolissimo

nucleo di te.

Un pochino più tardi

la mattinata

mi ha detto di no,

non sei più innamorata.

Una volta di più

mi piace di te

che non puoi mentire

e non ti dar pena,

non è stata la voce,

è stato quel bacio,

un documento d’identità,

con l’impronta distratta

di bocca gelata.

E mi ha detto di no,

non sei più innamorata.

Così se mi cerchi,

un pochino più tardi,

sono in giro intorno a me

per capire il perché.