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Meteocomposizione

By Poesia No Comments

Un cielo lebbroso

si sfalda sui tetti sghembi

in liquidi umori.

Nel grigio silenzio

scivola il tempo sui cuori.

Malata è la carne d’amore

che il rimpianto divora.

 

Avevo sedici anni (ballata popolare)

By Poesia 2 Comments

Ero bella, malata,

bianca, splendente,

quando segretamente

caddi innamorata.

di un uomo assai più grande.

Fu allor che mia sorella

prese a desiderare

un cane ardentemente.

Mia madre lo negava,

mio padre, conciliante,

fece apparire in casa

quattro pappagallini

Non fu la stessa cosa.

Li nutrivamo a turno

con semi piccolini.

Quei carcerati, alati,

di certo disperati

mai vollero cantare.

Vicino alla finestra,

al di qua della gabbia,

anch’io guardavo il cielo,

fingendomi in prigione

e forse già lo ero,

languendo di dolore

invece di volare.

Dei poveri uccellini,

ci fu chi prese un male

e non potè guarire,

chi, coraggiosamente,

prese la via del sole,

non volle più tornare.

Romeo rimase solo

e prese a gorgheggiare

per un intero giorno

e poi morì d’amore.

Io, molto lentamente,

volli dimenticare,

piano guarì il mio corpo,

e, mai del tutto, il cuore.

Ora son qui che vivo

e vivo gorgheggiando.

 

Il mio tempo

By Poesia One Comment

Mi  ero scelta il mio tempo,

solo un piccolo avanzo,

era il tempo del dopo.

Dopo aver provveduto,

con amore, s’intende,

a ogni mia obbligazione

da pagare alla vita,

avrei fatto quel viaggio,

avrei scritto quel libro

e cercato i parenti,

quelli mai conosciuti,

avrei dato una festa

e ti avrei risposato,

a metà  per amore

ed il resto per celia.

Sarei stata a New York

sorvolando le guglie

di quei cieli turriti.

Avrei fatto di tutto,

proprio tutto, ma dopo.

Io ora ci sguazzo,

nel mio dopo che è adesso

e mi sento ingannata,

mentre corrono i giorni,

quelli che non c’è dopo,

quelli che “sono stanca”

“sono stanca e malata!”

 

 

I tre giorni di libeccio che vinsero la mia resilienza

By Poesia 3 Comments

libeccio

Dicono che quando il tempo

passa da una stagione all’altra

chi di solito soffre il vivere a vita

senta ancora più forte il gravame

della sua lunga condanna a morte.

Io non so se sono malata, ma il vento,

quello lungo dei tre giorni di tormento,

che porta in grembo il mutamento,

mi scaglia l’anima sui cornicioni

e la sfida ad affacciarsi, poveretta,

alla profondità degli orizzonti.

Intanto fa fuggire dalla stia dorata

un’implume voglia di vittoria armata

e mi lascia vuota sola disperata.

Helix

By Poesia No Comments

metamorfosi

Tiratemi fuori

dal mio mood di lattuga

che striscia di bava

il radicchio e la strada.

Malata da tanto

di un’astenia mucosa,

lenta, invischiata

nell’opacità dell’attesa,

se il sole risorto

tra poco mi scova

finirò disseccata

nell’erba più rada.

Sordità (la liceale)

By Poesia No Comments

La liceale

E mio padre piangeva,

lacrime pudiche deluse

di orgoglio ferito

subito ingoiate

dalla voracità dell’occhio.

-Niente diploma, quest’anno

sarò proprio bocciata.-

-Com’è possibile questo?-

-Papà, non ho studiato

non ho nemmeno un voto.-

-Puoi rimediare adesso?-

-Non c’è tempo purtroppo…-

-Perché non ce lo hai detto?-

-Io ve l’ho gridato

…proprio non ce la faccio…

e voi non sentivate.-

-Ma tu non sei malata!-

-Non te ne accorgi, papà?

Sto molto, molto male,

ancora una parola

e presto sarò morta,

abbi un po’ di pietà!-

-Ma la mamma lo sa?-

-È questo che conta?

Se mi aiutassi, papà…-

-Farai due anni in uno,

figliola, siamo qua!-

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