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Lebbrosa

By Poesia 4 Comments

Affetta da sempre

dal morbo della lebbra,

assai repellente e contagioso,

son tenuta a distanza

e piuttosto temuta.

Io cerco di sistemarmi la pelle

con collanti speciali

per simulare salute,

ma sono sempre sgamata.

E come va, oggi? Mi chiederete.

Come al solito. Mi è cascato un occhio

e mi hanno isolata, anzi,

appeso al misero collo,

porto un campanaccio

da mucca lebbrosa.

E mi annuncio da sola,

così ho tutto il tempo

per guardarli scappare.

E suono piangendo,

ma certe volte ridendo.

Di sollievo.

 

Incubo apocalittico non necessariamente predittivo

By Poesia 4 Comments

Squassata dentro

dalla troppa violenza

del vento furioso

alle porte del tempio,

vinta dalla sfida del figlio

ancor prima di giocare…

Su ginocchia di marmo

crolla la cattedrale,

le vetrate librandosi

in colori taglienti

come folli farfalle

in volo absidale.

Si genuflettono le scale,

pendono i Serafini

dalle volte a crociera,

sesquialati pipistrelli

in bozzoli regali.

Rutilanti Troni vorticano,

divino ardore

di ocelli inquietanti

in sé manifestando.

Quanta ira ci fu, ci sarà

o forse c’è proprio ora?

Con la Geenna che divora

il mondo esterno reale,

grande inceneritore

per i miseri nudi corpi

mangiati dalla lebbra epocale,

i morti senza colpa,

ma anche i pessimi, a volte.

Fugge, ma non si puoi rifugiare,

non fuori dal regno, non dentro,

il profeta, pellegrino infedele

 

Per illustrare la mia poesia  ho avuto il privilegio di accedere allo squisito originale di un bozzetto di vetrata di cattedrale, opera inedita dell’artista livornese Athos Rogero Natali, (1881/1975) pittore, scenografo e ideatore ed esecutore di vetrate artistiche istoriate

 

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