Ore 18

campanaro

Però stasera non è male

che il sole del tramonto

non si veda. Certe volte

porta pace al cuore

il grigiore delle nuvole

nel cielo. Uniformità

degli astri e del sentire,

malinconica realtà

del divenire e tu,

mio caro, caro amore,

tu,  che a prima sera,

pentito, mi sorridi,

appeso al dondolio

del tuo umor nero,

come fossero rintocchi

di campane la fluidità

di questo tuo lasciarmi

e il ritornare…

Un’ora

Un'ora

Il silenzio mi ovatta

sempre verso le cinque

mi sigilla le nari

e mi riempie la bocca

per levarmi il respiro,

sintonia fra il sentire

ed il cielo a quest’ora.

uniforme grigiore,

punteggiato di uova

come un nido di ragno,

di corpuscoli neri,

minimali rumori:

voci in strada, gabbiani,

l’asma stanca del bus.

E le cose qui intorno

in suicidio corale

delle forme nel caos

della luce che scema

in notturna unità,

poi più niente, la mente

è la sola che resta,

solamente la mente…

Alle sei le campane.