Bagnato su bagnato (L’addio)

Ombrello blu

(Acquerello di Riccardo Scarpellini)

Il grigio si espande,

waterloose il colore,

piove piano e silente

inesorabilmente

da ore. E mi invade

la mente. Diluisce

i miei grumi in realtà

trasparente.

I pensieri distende,

brevi ombre sul niente.

Un ombrello si affretta

sotto un lembo di cielo

in  pigmenti sdraiati

sull’asfalto bagnato,

i riflessi di un passo

che chissà dove va…

 

L’augure (interrogando il grigio in cerca di auspici)

auspici

Affacciata al terrazzo

scruto il grigio omogeneo

senza sbavature di giallo

di un cielo stupefatto

dall’immobilità del vento,

già oppressa dalla notte

che fu avida di me

(mi mangiava, il materasso,

fino a fagocitarmi l’anima.)

Nell’assenza dei segni

(nemmeno un gabbiano

s’invola dai madidi tetti)

galleggio in totale naufragio

sull’ineluttabilità bastarda

del muto mio destino.

Alba in casa

Il gabbiano

Cromatismi esposti

di un’alba artificiale…

Dio, come mi manca

di poterti amare!

Un gabbiano intanto,

sentinella del grigio,

si riposa sul tetto

dal dover volare…

Fuori il gelido inverno

si colora di pioggia,

ma la casa ripara

e consuma i ricordi

in oppiacei piaceri

e tepori tranquilli,

falsa, onesta, virtuosa.

Volcano

Volcano

Quando fa brutto tempo

muto il color grigio pietra,

almeno nella parte di me

che sta molto dentro,

vicino al cuore di lava,

e gemito in rosso esondando.

E siccome non mi è concesso

manifestare la rabbia,

fingo di adattarmi,

irrigidisco la faccia

nel manifesto scontento,

rocciosa creatura di lava

scolpita dall’effusivo tormento.

Ragazzo grigio, io non so…

ritratto del ragazzo grigio

Come baccanti di talento,

lasciamoci andare alla gioia,

i motivi per farlo ci sono,

è già giorno, il sole è risorto,

la vita ci pulsa alle vene

e il vento ci gonfia le chiome.

Non siamo antenne del fato,

il futuro ancora non c’è,

distendi al sorriso le rughe,

hai ancora tanti capelli,

sono ricci, son folti, son belli,

a memoria di un tempo che fu…

I tuoi baci mi piacciono sempre

e in fondo mi piaci anche tu.

Aggiornamento meteo

tempesta-fuori-e-dentro

All’improvviso cielo

arancione malato

cipria di grigio

sole in funerale,

temporale,

prima pare rumore

crepitare di fuoco

ma è acqua sul cuoio

verde della magnolia

invadente

ed è settembre,

prima sudare,

poi tremare, sudario,

volano foglie, volano fogli

rabbia di tuoni repressi

in ribellione

fuori e dentro allo studio

fuori e dentro al cuore,

buio in depressione

totale,

campane lontane

sirene.

Il rastrello

Giardino zen

Questo venerdì

che pare una domenica…

Vuoto di silenzio addormentato

e una specie di nebbia

fuori e dentro la testa.

Niente per riempire,

solo cocci di una notte

di stanchissima veglia

primavera stenta

stagnazione immensa.

I discorsi del rastrello

col ghiaino nel giardino

solchi zen di illusione,

grigio su grigio,

le inutili domande,

la verità che non si espone.